abbigliamento-anni-50-uomo-stile-rock-ribellione

L’abbigliamento anni ‘50 da uomo: stile rock e ribellione

Sia dal punto di vista sociale che da quello economico, i rutilanti anni ‘50 furono un periodo davvero florido e ricco di novità. E il discorso si può tranquillamente applicare anche nel campo della moda: con la fine della Seconda Guerra Mondiale, infatti, il mondo intero non fece altro che pensare a celebrare la vita e la fine di un’epoca oscura. E lo stile con cui le persone si vestivano non poteva che riflettere tutto ciò.

Gli anni ‘50 si ricordano ancora oggi come il decennio del rock and roll e della trasgressione, di Elvis Presley e della gioventù bruciata. Anche se molti aspetti di questo periodo vengono oggi rispolverati sotto forma di pallidi e risaputi stereotipi, c’è in realtà molto da conoscere… ed è proprio ciò che proveremo a fare in questo articolo, andando a ripercorrere la storia della moda maschile anni ‘50: buona lettura a tutti!

Vuoi approfondire uno degli aspetti più comuni della moda giovanile anni ’50?
Leggi qui il nostro articolo sulla storia dei giubbotti in pelle nera!

Gli anni ‘50, la moda delle t-shirt e i “greaser”

Oggi la classica “maglietta con le maniche corte” (conosciuta tecnicamente con il nome di “t-shirt” per via della sua forma a “T”) è un capo comunissimo, che tutti noi teniamo nell’armadio per i mesi estivi assieme alle più eleganti polo. Fino agli anni ‘50, però, la t-shirt non era ancora stata sdoganata ed era utilizzata più che altro dai militari. Fu Marlon Brando a renderlo per la prima volta un capo cool, indossandola in uno dei suoi più bei film: Un Tram Chiamato Desiderio, girato da Elia Kazan e uscito nei cinema nel 1951.

Lentamente la t-shirt – rigorosamente bianca! – divenne un must e ancora oggi possiamo dire che si tratti di un capo tipicamente anni ‘50, soprattutto se indossato sotto a un giubbotto di pelle: ci vengono in mente l’indimenticabile James Dean di Gioventù Bruciata (1955) ma anche i più recenti personaggi di Fonzie in Happy Days e di John Travolta in Grease, due figure iconiche che indossando una semplice t-shirt sotto a un giubbotto di pelle nera sono riusciti a trasformarsi in delle icone di stile indimenticabili.

Non a caso una delle sottoculture dominanti fin dai primi anni ‘50 fu quella dei cosiddetti greaser. L’origine di questo nome è dubbia anche se si crede derivi dal grease, ovvero dall’unto della brillantina sui capelli; tuttavia questo stile – inaugurato spontaneamente dalle gang di motociclisti e dalle bande di teppisti – fu adottato da milioni di giovani americani fino all’inizio degli anni ‘60: un paio di blue jeans, una t-shirt bianca e un giubbotto di pelle erano sufficienti a configurare uno stile poi consegnato alla storia.

Lo stile preppy per l’uomo: che cos’era?

Ma gli anni ‘50 non sono stati solo il decennio dei “Fonzie”. Certo quello è lo stile che la maggior parte delle persone ne conservano nell’immaginario collettivo… ma non è certo l’unico: basti pensare al cosiddetto stile preppy, che ha condizionato la moda facendo nascere una tendenza ancora oggi più amata che mai. Questo look molto particolare deve il suo nome al termine preparatory school, che identificava ai tempi le scuole private frequentate dai giovani al fine di prepararsi al college.

In questi particolari istituti, come accadeva del resto in molte scuole private (soprattutto negli Stati Uniti), gli studenti non potevano scegliere come vestirsi ma dovevano attenersi a un rigido codice di abbigliamento: l’uniforme doveva essere curata e ai limiti dell’impeccabile, con uno stile allo stesso tempo sportivo ed elegante. Nella moda di ogni giorno, lo stile preppy si è così tradotto in un vestiario formale, di uso quotidiano, ma stando sempre attenti a indossare capi firmati o dal tessuto particolarmente ricercato.

Per ricreare un look preppy, dunque, largo spazio alle polo (nel più classico stile dei giocatori di polo o di cricket) e ai tessuti con motivi a righe o in stile percalle, cercando magari di sfruttare un’elegante palette di colori pastello. Altri capi che possono tornare utili nel cercare di creare un outfit preppy sono i gilet in maglia, i cardigan, i dolcevita e i pullover; i pantaloni chino o skinny sono quasi obbligatori, e ai piedi un paio di eleganti oxford. Il tocco di classe finale consiste nella cravatta o – ancora meglio – nel papillon!

Come si vestivano gli uomini negli anni 50

Dopo aver esplorato due fra le maggiori tendenze nella moda giovanile degli anni ‘50, facciamo un passo a lato per cercare di capire come si vestivano le persone comuni a quei tempi… insomma, dalle persone che ogni giorno si recavano in ufficio per lavorare. In realtà l’abbigliamento di allora consisteva in completi non molto dissimili da quelli che usiamo tutt’oggi nelle occasioni più informali; tuttavia, ci sono degli aspetti così rappresentativi che non ci possiamo esimere dal sottolinearli…

Ad esempio per quanto riguarda le calzature il modello di scarpa elegante più diffuso era senza dubbio la classica Oxford nera o marrone; gli uomini più stravaganti non disdegnavano neanche la variante “saddle”: non a caso le si può vedere anche ai piedi di Elvis Presley in Jailhouse Rock. Gli amanti della musica rock and roll, inoltre, amavano indossare anche le meno note winklepicker: degli stivaletti in pelle o in tessuto caratterizzati da una punta molto più lunga e affusolata della media.

Anche l’uso dei soprabiti negli anni ‘50 merita una menzione: la maggior parte dei modelli erano monopetto, ma non mancavano neanche i modelli in doppio; tuttavia erano quasi sempre più larghi di quanto non siamo abituati a vederli ora, creando una sorta di “drappeggio” alquanto peculiare. I colori più diffusi erano grigio, nero e marrone, perfetti dunque per essere abbinati al cappello o alle scarpe. Avete preso tutti gli appunti del caso? Se sì, non aspettate un secondo di più a crearvi un perfetto outfit anni ‘50!