Carlos Gardel

Carlos Gardel: la voce più calda nel tango anni 20/30

Carlos Gardel, detto il Morocho del Abasto, si distinse come il pioniere indiscusso del “rubato” mondo canoro del tango. Prima della sua comparsa sulla scena della canzone porteña nel 1917, nessuna figura aveva mai incarnato uno stile paragonabile al suo. In un panorama musicale dominato dai payador e dagli interpreti di motivi camperos, Gardel fece la sua entrata conformandosi allo stile, ma ben presto ne inventò uno completamente nuovo.

La Voce Eterna di Carlos Gardel

Dal settembre 2003, la voce di Carlos Gardel è ufficialmente parte del Programma “Memoria del Mondo” dell’Unesco, accanto a documenti iconici come la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza e l’impatto duraturo del leggendario cantante argentino.

Il Mistero di una Vita Leggendaria

La vita di Gardel è avvolta in una nebbia di leggende. Quanti anni aveva al momento della morte? È nato nel 1890 a Tolosa, in Francia, o nel 1887 a Tacuarembó, in Uruguay? Cosa si sa sulle sue relazioni con le donne? Senza dimenticare le incognite legate alle cause dell’incidente aereo che pose fine alla sua vita il 24 giugno 1935.

Nonostante la sua vita personale fosse tenuta lontana dalla scena, Gardel veniva descritto come una persona solare e di grande fascino. Con Gardel, nacque, infatti, il moderno cantante di tango. Le sue straordinarie capacità interpretative, unite a un sorriso seduttore, eleganza e spiccata simpatia, gli valsero un successo senza precedenti nella storia della canzone in lingua spagnola.

Gardel sapeva frequentare sia gli amici del caffè, sia gli uomini illustri, sempre capace di animare gli incontri con aneddoti divertenti e esibizioni varie, spaziando da canzonette napoletane al fado, dallo shimmy ai brani d’operetta.

Alle scena Gardel si presentava sempre ben curato e attento alla sua immagine. Il viso era sempre ben truccato per nascondere l’età, con lo sguardo enfatizzato dal mascara sugli occhi; pare avesse due cicatrici dietro le orecchie, le quali testimoniavano l’ossessione per il suo aspetto fisico. Il cantante si era sottoposto a una chirurgia per modificare lievemente le sue orecchie e aveva perso peso.

Tutto questo contribuì consolidare negli anni la leggenda dell’artista e a consacrarlo per sempre alla storia del tango!

L’Arte Complessa di Gardel

Carlos Gardel intraprese la strada in solitario nel 1925 dopo aver liquidato il suo socio José Razzano, senza immaginare il successo planetario che lo attendeva.

Questo enigmatico artista si trasformò in un virtuoso complesso e originale, spesso imprevedibile. Con maestria, alternava tanghi carichi di contenuto sociale a melodie più accomodanti adatte ai salotti altolocati. La sua agenda accoglieva cattolici e laici, reazionari e progressisti, dimostrando la sua versatilità e apertura d’animo.

La sua espressività e naturalezza nelle esibizioni erano evidenti sin dall’inizio. Tuttavia, Gardel, in virtù di queste doti naturali, dedicò grande impegno al perfezionamento tecnico. Originariamente tenore, sotto la guida di Alberto Castellanos, si trasformò in un baritono. Questa transizione fu testimoniata nelle due versioni di “Sos mi tirador plateado,” la prima datata 1912 e la seconda del 1933 con il titolo modificato in “El tirador plateado.”

La Voce Perfetta per il Tango

La voce di Gardel, con un’estensione di due ottave, possedeva la straordinaria capacità di transitarne facilmente dai toni gravi a quelli acuti. Mantenendo un allenamento quotidiano, adattò la sua voce ai cambiamenti dei sistemi di registrazione, passando da meccanico ad elettrico. Il suo orecchio musicale innato gli consentì di esplorare oltre trenta generi musicali, da tonalità drammatiche a comiche, da sentimentali a grottesche.

L’Arte del “Rubato”

Gardel, un maestro nell’uso del “rubato,” introdusse ornamenti canori e silenzi che conferivano un dinamismo unico alle sue interpretazioni. Ponendo enfasi al testo senza alterare l’altezza delle note, riuscì a far concordare gli accenti con la melodia. Questo innovativo approccio generò un fraseggio spontaneo, contribuendo alla formazione di un canto sincopato entro i limiti del tempo musicale.

Il Maestro del Tango-canción

L’eredità di Gardel non si limita al canto, ma si estende anche al tango strumentale. A partire dagli anni ’20, introdusse il fraseggio e il rubato negli assoli di violini o bandoneón. Gardel, di fatto, inventò il tango-canción, determinandone lo stile e diventandone il punto di riferimento. Il suo primo brano, “Mi noche triste,” nel 1917, segnò l’inizio di questa rivoluzione musicale.

Il Calore Espressivo di Gardel

In sintesi, Carlos Gardel riuscì a infondere alla sua voce e alle sue interpretazioni un calore espressivo che ancora oggi è considerato insuperato. Il suo modo di “decir el tango” rimane un’ispirazione indelebile, rendendolo il maestro indiscusso del tango-canción.

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