Casimiro ain

Casimiro Ain: leggenda del tango argentino

Casimiro Ain, noto come El Vasco, è una figura leggendaria nel mondo del tango. Nato il 4 marzo 1882 a Buenos Aires, ha portato un contributo di stile nella danza argentina, portando il tango sui palcoscenici di tutto il mondo, abbattendo i pregiudizi che persistevano sul ballo latinoamericano. La sua vita, ricca di avventure e successi, è stata un inno alla passione, alla perseveranza e alla creatività.

Casimiro Ain, una vita nel tango

Da bambino, Casimiro Ain respirava l’aria vibrante e cosmopolita di Buenos Aires, crescendo in un ambiente umile ma ricco di culture diverse. Figlio di Juan Ain, noto come El Vasco per il suo mestiere di lechero, e di Rosa Rataro, genovese di nascita, Casimiro si distingueva per la sua vivacità e il suo spirito audace.

Fin da adolescente, Ain dimostrò un talento straordinario per il ballo. Lavorando con suo padre nel trasporto e nella distribuzione del latte, guadagnò il soprannome di “El Lecherito” o “El Vasquito”. Tuttavia, la sua vera passione risiedeva nel tango, che scoprì mentre si esibiva nei caffè e nei cabaret di Buenos Aires.

Il viaggio in Europa

Nel 1901, all’età di diciannove anni, Ain decise di intraprendere un viaggio verso l’Europa. Attraversò l’Atlantico e si immerse nella vibrante scena artistica di città come Parigi, Madrid e Londra. Con il suo stile unico e la sua energia contagiosa, conquistò il cuore del pubblico europeo, diventando il primo ballerino argentino a portare il tango sulle scene internazionali.

Il Trionfo a Parigi: nasce il Re del Tango

Nel 1913, Ain fece il suo trionfale ritorno a Parigi, dove si esibì con grande successo al Princesse Cabaret. La sua abilità e il suo carisma gli valsero il soprannome di “Re del Tango”, e contribuirono a diffondere la popolarità del tango in tutta Europa. Nonostante le critiche e le controversie, Ain difese sempre la dignità e l’arte del tango, guadagnandosi il rispetto di pubblico e critica.

L’esibizione davanti al Papa

Leggenda vuole che Ain si sia esibito di fronte al Papa, il quale doveva giudicare se la natura  del ballo era peccaminosa o meno. Questo fatto che dovrebbe far parte della carriera di Ain non è stato mai realmente provato e secondo alcuni studiosi potrebbe essere solo una leggenda.

Tuttavia, esistono 3 versioni della storia, dove Ain avrebbe ballato la danza argentina davanti a 3 diversi papi: la prima versione contestualizza il fatto nel 1924, alla presenza di Pio XI; la seconda versione è ambientata fra il 1914 e 1922, anni del papato di Benedetto XV; la terza, invece, attesta che il fatto si sarebbe svolto nel 1914, anno di Pio X e questo papa non avrebbe trovato nessuna nota peccaminosa nel tango, ma per non contrastare i vescovi o perché trovava il ballo argentino noioso raccomandò ai giovani di ballare la danza veneta Furlana. Questa è anche la versione più riportata, anche se con diverse variazioni.

In tutte, però, ad esibirsi ci sarebbe stato Ain, il quale avrebbe mostrato un talento unico nelle movenze delicate e un eleganza smisurata. Si sarebbe esibito con la segretaria dell’ambasciata, una donna pudica e compunta, facendo trionfare solo la bellezza della danza.

La fine della carriera di Casimiro Ain

Negli 1930, Ain continuava ad insegnare e ad esibirsi in Argentina, trasmettendo la sua passione e il suo talento alle generazioni successive. Tuttavia, la sua vita non fu priva di dolore e tragedia. Nel 1940, dopo una lunga battaglia con la malattia, Ain perse una gamba a causa di una gangrena. Questo evento segnò la fine di una leggenda, ma non cancellò mai il suo lascito nel mondo del tango.

Conclusioni

Casimiro Ain, El Vasco, rimarrà per sempre nel cuore di coloro che amano il tango. La sua vita è stata un’odissea di avventure e successi, un viaggio attraverso continenti e culture, un inno alla passione e alla perseveranza. Oggi, la sua memoria continua ad ispirare generazioni future di ballerini e amanti del tango, mantenendo viva la magia di questa affascinante forma d’arte.

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