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Chi era Fletcher Henderson? Storia e biografia del grande pianista swing

Chi ama la musica swing saprà senz’altro che questa particolare forma di jazz ha dominato le ballroom degli Stati Uniti per oltre trent’anni, in quella che ancora oggi viene ricordata come l’era delle big band. Nel corso di questo lungo periodo – iniziato nel 1920 e proseguito fino ai primi anni ‘40 – lo swing ha visto nascere le sue maggiori stelle, sia nelle piste da ballo che sui palchi dei vari locali…

Per quanto riguarda la musica suonata, uno dei maggiori protagonisti – per molti addirittura il più grande in assoluto – è stato senza dubbio Fletcher Henderson: pianista, arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra, fu un jazzista a tutto tondo che contribuì non poco alla diffusione e all’evoluzione del nostro genere musicale preferito. E se non conoscete la sua storia, beh… siete nel posto giusto continuate a leggere!

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Fletcher Henderson e il suo primo approccio al jazz

Siamo a Cuthbert, in Georgia, il 18 dicembre del 1897. Quella che per molti è stata solo una fredda mattinata invernale come molte altre, per la musica jazz e swing fu invece una data memorabile. Da due benestanti genitori – il padre lavorava come preside in una scuola mentre la madre era un’insegnante di pianoforte – nasceva James Fletcher Henderson Jr! Data la professione della madre era inevitabile che Fletcher e suo fratello Horace imparassero fin da piccoli a suonare il piano, e fu proprio così che andarono le cose.

Tuttavia, era evidente che Fletcher avesse una marcia in più: già a 13 anni aveva una innata capacità di leggere gli spartiti e un senso musicale decisamente non comune. Nonostante ciò, nel 1916 entrò all’Università di Atlanta e terminò con successo gli studi, laureandosi in chimica; quando nel 1920 si trasferì a New York, la sua intenzione era di lavorare in laboratorio… ma non riuscì a farlo, se non per un breve periodo. La sua abilità come pianista gli valse infatti l’assunzione in pianta stabile nella compagnia di W. C. Handy.

Alla corte del “Padre del Blues” il giovane Fletcher impara in fretta e scala subito le gerarchie, diventando un vero factotum e suonando il piano in più di 150 dischi fra il 2021 e il 1923. Dopo una simile gavetta fu naturale per lui intraprendere una carriera da direttore d’orchestra, e per farlo scelse una serie di musicisti di prim’ordine: al sassofono, ad esempio, assunse un giovane e promettente sassofonista di nome Louis Armstrong! Fra il 1924 e il 1927 l’orchestra di Fletcher Henderson continuò ad esibirsi costantemente.

La big band di Fletcher Henderson

Quella di Fletcher Henderson fu una delle prime – se non addirittura la prima, anche se molti storici sono dubbiosi in merito – cosiddette “big band” jazz dell’era d’oro dello swing: delle vere orchestre in miniatura composte da una decina di musicisti, ognuno di assoluta eccellenza nel proprio campo. La big band capitanata da Henderson suonava nei palcoscenici più prestigiosi di Harlem: purtroppo, però, il suo talento come musicista non era assolutamente alla pari con la sua capacità di gestire gli affari e le finanze…

La band, infatti, era perennemente sull’orlo del fallimento e spesso non c’erano neanche i soldi per garantire un salario completo ai musicisti che la componevano. Questa scarsa capacità di gestione e di promozione non permise alla band di farsi conoscere al di fuori del quartiere dello swing, e nel 1934 l’orchestra finì per sciogliersi definitivamente. Fu in questo momento che, per far fronte ai debiti, Fletcher Henderson fu costretto a vendere alcuni dei suoi arrangiamenti a un altro grande dell’epoca: Benny Goodman.

Il grande clarinettista era un uomo di tutt’altra pasta ed è per questo che ancora oggi lo ricordiamo come il “King of Swing”. Ma va sottolineato che diversi fra i pezzi più memorabili di Benny Goodman sono proprio quelli che Fletcher Henderson gli vendette: canzoni come King Porter Stomp, Bugle Call Rag e Wrappin’ it Up, ad esempio, divennero dei successi senza tempo fra le mani di Goodman ma possiamo tranquillamente affermare che il lavoro artistico non era proprio tutta farina del suo sacco!

L’influenza di Fletcher Henderson sul mondo swing

Ed è proprio da questo momento chiave della carriera artistica di Fletcher Henderson che si può capire l’importanza del suo operato. I suoi arrangiamenti riproposti da Benny Goodman si trasformarono presto in un vero “marchio di fabbrica” per l’era delle big band dello swing, contribuendo a creare un mood ancora oggi inconfondibile. Per almeno un paio di anni Fletcher continuò ad arrangiare i pezzi che Goodman portava ogni sera in scena, formando un team che definire vincente sarebbe un eufemismo.

Nel 1936, Fletcher Henderson creò una nuova band assieme a Roy Eldridge, Chu Berry, John Kirby e Sid Catlett: un team di altissimo livello con il quale compose alcune delle sue migliori canzoni, una su tutte Christopher Columbus, probabilmente il più grande successo uscito sotto il suo nome. Anche stavolta, però, l’avventura durò poco ed Henderson dovette tornare ad arrangiare per altri artisti: un altro grande musicista per cui ebbe l’onore di scrivere diversi pezzi, ad esempio, fu Count Basie.

Il semplice fatto che dietro a molte canzoni di due veri e propri giganti dello swing come Benny Goodman e Count Basie si nascondesse, in realtà, l’estro creativo di Fletcher Henderson la dice lunga. Purtroppo, però, la sua vocazione per la scrittura musicale era diametralmente opposta al suo senso degli affari. Morì nel 1952 e fu quasi dimenticato: fortunatamente il suo ruolo non è sfuggito agli storici, che hanno contribuito a rivalutarlo enormemente. Grazie a loro, oggi possiamo affermare che è stato uno dei più grandi.