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Chick Webb, biografia e canzoni del migliore batterista della swing era

Il mondo della musica che amiamo è costellato di storie di grandi uomini, e alcuni di essi sono davvero dei personaggi larger than life: questo modo di dire anglofono, traducibile letteralmente in italiano come “più grande della vita stessa”, non ha un corrispettivo preciso nella nostra lingua. Ed è un peccato, perchè rende benissimo l’idea di ciò che è stata la vita di uno dei più grandi batteristi della storia del jazz e dello swing; una figura mitica che nella sua breve ma prolifica esistenza ha fatto ballare i più grandi artisti della sua generazione (e tanti altri ne continua a far ballare oggi), ed anche l’immenso Frankie Manning non si è mai risparmiato in complimenti nei suoi confronti. Stiamo parlando di Chick Webb, ed oggi vi raccontiamo la sua storia!

Chi era Chick Webb? Dove nasce e come muove i suoi primi passi nella musica

Ma per quale ragione parliamo di Chick Webb come di un personaggio, per l’appunto, larger than life? Il motivo è presto detto: fin dall’infanzia il nostro dovette lottare contro una brutta forma di tubercolosi della colonna vertebrale che ne condizionò seriamente la vita. Di bassa statura e leggermente gobbo, fu proprio il suo medico a consigliargli di imparare a suonare uno strumento per aiutarlo a riprendere una certa mobilità.

Nato nei primi anni del ‘900 – la data precisa è incerta e non vi sono informazioni precise a riguardo – a Baltimora, nel Maryland, Chick Webb dovette fare i conti fin da bambino con le condizioni di povertà tipiche delle famiglie afroamericane dell’epoca. Per acquistare la sua prima batteria utilizzò il denaro guadagnato negli anni come venditore di giornali, e a soli 17 anni decise di trasferirsi definitivamente a New York per cercare di sfondare in grazie ai numerosi locali jazz che, ai tempi, popolavano le vie della Grande Mela; qui prese lezioni da Tommy Benford, affinando il suo stile e permettendogli di intraprendere una serie di concerti in giro per gli Stati Uniti, nel corso dei quali il suo nome iniziò a farsi sempre più strada nell’ambiente musicale.

Nel 1931 avvenne però la svolta definitiva della sua carriera: è l’anno durante il quale Chick Webb e la sua orchestra, ormai noti, diventano una delle band stabili al celebre Savoy Ballroom; qui riuscì a coronare il suo sogno e ad essere unanimamente riconosciuto come uno dei migliori direttori delle big band dell’epoca, partecipando regolarmente alle “Battle of the Bands” e diventando protagonista dell’era dello swing: nonostante gli apparenti limiti fisici, Chick Webb riuscì ad affinare una tecnica sopraffina che gli permise di vincere regolarmente le sfide del Savoy, anche quando gli avversari erano mostri sacri come Benny Goodman o Count Basie.

Chick Webb e il suo talento nello scoprire i più grandi musicisti

Nel corso dei suoi anni a New York, Chick Webb ha militato in diverse formazioni; partendo dall’orchestra di Edward Dowell, nel giro di un paio d’anni fu in grado di riunire attorno a sé la sua prima orchestra personale e ad ottenere il primo ingaggio ufficiale – e a lungo termine – al Black Bottom Club. Qui suona assieme ad alcuni dei migliori musicisti dell’epoca, in un quintetto da lui stesso selezionato che entrerà nella storia con il nome di Harlem Stompers: una cosa infatti è sempre rimasta costante nella pur breve carriera di Chick Webb, e ci riferiamo al suo innato fiuto nello scoprire i migliori talenti musicali di quella generazione.

Grazie ad un orecchio infallibile, Chick Webb si è infatti sempre lasciato circondare solo dai più grandi: potremmo citare un trombonista come Jimmy Harrison o il sassofonista Benny Carter, ma se dobbiamo fare un nome su tutti allora saremmo costretti a citare la sua collaborazione con l’immenso Louis Armstrong, culminata con una registrazione in studio risalente agli ultimi mesi del 1932. Un altro nome di assoluto livello che che ha avuto la fortuna di incrociare la sua strada con quella di Chick Webb (e viceversa) è quello di Ella Fitzgerald: all’epoca solo una giovane sconosciuta, insieme al grande batterista si venne a formare un sodalizio artistico con pochi pari nella storia della musica e che fece letteralmente impazzire gli Stati Uniti negli anni fra il 1934 ed il 1938. Proprio in questo periodo, Chick Webb trova anche il tempo per sposarsi.

Gli ultimi mesi di Chick Webb ed il suo impareggiabile lascito artistico

Paradossalmente, purtroppo, fu proprio l’intensa attività a determinare la serie di infausti eventi che porto alla prematura dipartita del nostro; erano le ultime date di una tournée, nel 1938, quando Chick Webb accusò il colpo e finì per ammalarsi. La sua cagionevole salute, dovuta alla grave malattia che fin dall’infanzia ne ha condizionato l’esistenza, lo costrinse ad un pronto ricovero; nonostante i medici gli vietino assolutamente di tornare alle sue attività da musicista, Chick non resiste al richiamo dell’arte e si fionda nuovamente in studio per registrare i suoi nuovi brani. Crollò definitivamente nel 1939, poco più di un mese dopo la sua ultima esibizione in un locale di Boston, spegnendosi così intorno ai 35 anni di età; la sua band continuò a suonare per qualche tempo, ma senza il loro leader naturale finirono per sciogliersi nel 1941.

Chick Webb lascia ai posteri un’incredibile serie di canzoni memorabili (Stompin at the Savoy e If Dreams Come True con Ella Fitzgerald su tutte, ma anche Don’t Be That Way o That Naughty Waltz) ed uno stile alla batteria che ha fatto scuola, influenzando generazioni di musicisti a venire (soprattutto per le variazioni sui tom-tom e sulla scansione della grancassa); la sua rimane una storia di coraggio e forza di volontà con pochi eguali nel campo della musica, per il modo in cui l’artista è riuscito a superare i suoi ostacoli fisici e a farsi strada sfruttando il suo talento fino ad entrare nella storia.