Comprare un jukebox oggi: dove, quanto costa e come sceglierlo

La musica è una delle nostre più grandi passioni, soprattutto quella di una volta: il jazz degli anni ‘40 principalmente, con l’era delle big band che suonavano nelle ballroom americane permettendo a migliaia di persone di scatenarsi a ritmo di swing e di essere, almeno in quegli istanti, tutte libere e uguali allo stesso modo. Per non parlare del rock and roll degli anni ‘50, tutto jeans e brillantina! Ere diverse e stili diversi, accomunati però dalla stessa modalità di ascolto: il mitico jukebox pieno di dischi in vinile, simbolo di un’era nella quale gli iPod e Spotify erano qualcosa di impensabile e fantascientifico; un’era nella quale si può comunque tornare, anche solo per un attimo, nei nostri soggiorni. Insomma, se l’idea di acquistare un vecchio jukebox vi entusiasma… continuate a leggere!

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Guida all’acquisto di un juke box vintage, qualche nozione storica

Se volete riassaporare in musica quella stessa epoca che solo i vostri nonni hanno vissuto, il modo più affascinante e suggestivo è proprio quello di acquistare uno di questi vecchi dispositivi. Ma quanto costa l’acquisto di un jukebox? Dove trovarlo, ma soprattutto come sceglierlo? Prima di rispondere a queste domande, è quantomeno doveroso fare qualche passo indietro per scoprire che cos’è un jukebox e qual è la sua storia per meglio capire i motivi che lo hanno reso un apparecchio così popolare e irresistibile per tutti gli amanti della musica d’epoca. Tutto ha inizio con gli anni ‘30, quando – in piena ripresa economica dopo la grande crisi del 1929 – l’azienda di pianoforti automatici Wurlitzer realizza nei suoi stabilimenti il primo jukebox. Era il 1933 quando il suo celebre modello riusciva a vendere, nel giro di pochi mesi, decine di migliaia di esemplari: il jukebox è da subito diventato un elemento immancabile in ogni bar e locale che si rispettasse, e ci volle ben poco tempo prima che diverse altre aziende seguirono i passi della Wurlitzer; arrivarono così i jukebox della Seeburg e della Ami, che per i decenni successivi si fecero una spietata concorrenza. Fino alla fine degli anni ‘30, i jukebox erano caratterizzati da un mobile in legno e presentavano al loro interno una dozzina di dischi a 78 giri; la Seeburg fu la prima azienda ad avere l’intuizione di decorare i propri apparecchi con delle plastiche retroilluminate, creando quel caratteristico look con cui tutti oggi identifichiamo i jukebox. Risale agli anni ‘40 la realizzazione dei primi modelli con la parte superiore a forma di arco, altro tratto fondamentale per l’estetica di questi dispositivi.

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Quanto costa un jukebox vintage e su quali modelli orientarsi

Per trovare un jukebox d’epoca funzionante al giorno d’oggi l’unico modo è rivolgersi ai negozi d’antiquariato che trattano questa tipologia di oggetti; in genere vengono esposti assieme ai flipper ed alle vecchie insegne dei negozi per essere venduti a chiunque voglia arredare la propria casa con un tocco vintage d’eccezione. In alternativa, ci sono delle aziende interamente dedicate a questo genere di oggetti: noi vi consigliamo di consultare il sito degli specialisti Dario Morlacchi o della OLD – American Design and Art, vere autorità nel campo. Trattandosi di apparecchi sempre più rari da trovare funzionanti e in buone condizioni, i prezzi sono spesso proibitivi ed astronomici: un Wurlitzer 1015 del 1946, ad esempio, può arrivare a sfiorare cifre vicine ai 15.000 euro; questo perchè si tratta di uno dei modelli più iconici della storia, con la sua linea semplice e luminosa che ha contribuito a farlo diventare il jukebox per eccellenza nell’immaginario collettivo. Un modello leggermente meno esoso, sempre di casa Wurlitzer, è il 1100: uscito nel 1948 e soprannominato “bomber” per via della sua particolare silhouette, è stato l’ultimo modello considerabile innovativo di questa azienda americana; la puntina in diamante posta all’estremità del suo braccio era infatti capace di migliorare notevolmente la qualità del suono, riducendo nel contempo l’usura dei dischi in vinile. Caratterizzato da una vetrina frontale a forma di ogiva, questo jukebox si può trovare con un po’ di fortuna a dei prezzi inferiori ai 10.000 euro. Purtroppo cifre del genere relegano questi oggetti fantastici all’ambito dei sogni, ma esistono anche alternative abbordabili, pur sempre con qualche sacrificio: il bel Seeburg AQ 160, ad esempio, uscito nel 1960 era un piccolo miracolo di avanguardia tecnologica ed offriva (anzi, offre tutt’oggi) un livello di fedeltà e resa sonora con pochi rivali; esteticamente non è appagante come i modelli dei decenni precedenti, ma considerato che il suo prezzo difficilmente supera i 5.000 euro risulta comunque un’opzione piuttosto economica.

Come scegliere un jukebox retrò economico e performante

Se siete rimasti scioccati dalle cifre a cui si possono acquistare dei veri jukebox dell’epoca, non temete. L’amore per il vintage è fortunatamente così diffuso ai giorni nostri che sono diverse le aziende a venirci incontro, permettendoci di acquistare dei jukebox moderni ugualmente affascinanti e performanti ma soprattutto molto più economici ed abbordabili. Ci riferiamo ad esempio alla Auna, che con la sua linea di jukebox Graceland è in grado di trasformare un angolo del nostro soggiorno e di farlo diventare splendidamente vintage senza dover spendere una fortuna: il modello più gettonato (anche se in questo caso non saranno i gettoni a farlo funzionare!) è l’Auna Graceland XXL, in pieno stile anni ‘50 e del tutto rispettoso delle proporzioni dei jukebox dell’epoca; la sua funzione è limitata al lettore cd, alla possibilità di riprodurre gli mp3 e alla radio AM/FM, ma la sua sagoma imponente e luminosa non fa sentire la mancanza di un vero e proprio giradischi. Inoltre, il suo prezzo di mercato oscilla attualmente attorno ai 500 euro, che non è affatto male per un monolite da 25 chili! Per tutti i puristi disposti a spendere appena 100 euro in più, comunque, la Auna ha progettato anche il modello Graceland TT: qui, oltre al lettore cd, è presente anche un vero e proprio giradischi funzionante a tre velocità di riproduzione (le classiche 33, 45, e 78 giri), posto sulla parte superiore del dispositivo. Sul retro della macchina, invece, si trova un vano posteriore dedicato proprio allo stoccaggio dei dischi in vinile.
Questa, a nostro avviso, è davvero la migliore opzione per chiunque volesse stupire i propri ospiti con un jukebox funzionante e dall’aspetto vintage!