Cos'è il Lindy Hop: storia e origini del ballo swing per eccellenza
Cos'è il Lindy Hop: storia e origini del ballo swing per eccellenza

Cos’è il Lindy Hop: storia e origini del ballo swing per eccellenza

Come abbiamo già scritto su queste stesse pagine, il Lindy Hop è per la maggior parte degli appassionati lo stile di ballo swing per eccellenza o quantomeno il più autentico e riconoscibile; anche chi non è affine a questo mondo, infatti, identifica in genere con il termine “swing” proprio coloro che ballano nello stile Lindy Hop.

Ma cos’è esattamente il Lindy Hop, come nasce questo ballo e quali origini ha? Per rispondere a questa domanda bisogna andare più a fondo e descrivere questo ballo per ciò che davvero rappresenta: un vero e proprio fenomeno culturale, in grado di superare le barriere della discriminazione e di portare la gioia nel volto di chiunque lo pratichi; proprio per questo in molti lo definiscono “il ballo del sorriso”, e non facciamo fatica a capirne le ragioni. In questo articolo cercheremo, nel nostro piccolo, di raccontarvi la grandezza del Lindy Hop, le sue origini e la sua storia.

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Lo swing nella New York degli anni ‘30 e ‘40

Le radici del Lindy Hop risalgono dalle danze jazz e per la precisione dal Charleston, evolutosi nel corso degli anni ‘20 negli Stati Uniti e più precisamente a New York. Ma fu solo nella Harlem multietnica degli anni ‘30 che poi esplose, grazie alla mescolanza degli stili di ballo africani con quelli europei: ciò diede il via alla cosiddetta “Swing Era”, il periodo d’oro del nostro ballo preferito. Il luogo del Lindy Hop per definizione fu senza ombra di dubbio il Savoy, una sala da ballo situata sulla 141esima strada nella quale non esisteva alcun tipo di segregazione o di distinzione razziale: proprio per queste ragioni lo swing trovò in questa ballroom il terreno fertile che gli serviva per piantare definitivamente le sue radici ed evolversi, e proprio per questo il Lindy Hop viene tutt’oggi chiamato anche con il nome “Savoy Style”. In questo piccolo grande paradiso dello swing, ogni anno venivano ospitate decine di migliaia di personalità del settore ed ogni sera suonavano dal vivo almeno due grandi band, dando così modo al pubblico di scatenarsi ed improvvisare i propri passi sulle note dei migliori musicisti del periodo. Fra i momenti più eccitanti delle serate al Savoy si ricordano tutt’oggi le serate delle battle of the bands, ovvero gli eventi nei quali due grandi band – spesso composte da giganti della musica, come ad esempio Duke Ellington e Cab Calloway – suonavano l’una contro l’altra in un irresistibile e catartico crescendo; da questa sala da ballo di Harlem, lo swing si è poi fatto strada nel resto degli Stati Uniti, evolvendosi in mille ramificazioni ed arrivando oltreoceano nel corso degli anni ‘40: al termine del secondo conflitto mondiale, questo ballo è arrivato anche in Europa ed in Italia grazie ai soldati americani. L’origine del termine “Lindy Hop” è avvolta nel mistero, ma la leggenda narra che si tratti di un riferimento al “salto” (“hop”, per l’appunto) che l’esploratore americano Charles Lindbergh compì sull’Atlantico a bordo del proprio velivolo.

Il Lindy Hop, frenesia ed improvvisazione

Ma quali sono le caratteristiche principali del Lindy Hop? Questo stile di ballo è celebre per i suoi passi altamente acrobatici e per la possibilità di essere ballato su tempi lenti lenti così come su tempi più veloci e frenetici. Anche per via del periodo storico che lo ha visto muovere i primi passi, il Lindy Hop si balla prevalentemente sulla musica che andava per la maggiore all’epoca, ovvero lo swing ed il jazz; è da quest’ultimo che questo stile trae alcune delle sue caratteristiche più interessanti, come ad esempio la possibilità di improvvisare senza l’obbligo di seguire una coreografia o di definire in anticipo i passi. I migliori ballerini di Lindy Hop sono infatti proprio coloro che riescono a trasformare la musica in movimento in maniera spontanea e naturale, lasciandosi trasportare: anche le ballerine godono della stessa libertà e quindi non sono in alcun modo bloccate dal movimento prestabilito dal partner. L’intesa per suddividersi tempi e spazi nel ballo è quindi di fondamentale importanza, e anche questo tipo di sintonia fra i corpi riflette in qualche maniera la stessa armonia e il medesimo affiatamento che si viene a creare fra i grandi musicisti jazz. Questo permette ad ogni ballerino di sviluppare un proprio stile del tutto personale, ognuno fondato sulle stesse basi ma tutti individualmente unici e perfettamente distinguibili: lavorando sulla tecnica, sullo stile e sull’intesa con il partner si può raggiungere una forma ed un’identità interpretativa che vi renderà unici: il consiglio migliore, quindi, è quello di non interrompere mai la ricerca dello stile che vi sentite più innato e naturale.

I grandi nomi del Lindy Hop del passato

Certo l’improvvisazione e la capacità innata di trasformare la musica in movimento sono importanti, ma non si può diventare dei ballerini provetti senza studiare i grandi del passato per cercare di carpirne lo stile e i segreti. Se mai vi dovesse capitare di leggere un libro sullo swing o di iscrivervi ad un corso, uno dei primi nomi che sentirete citare sarà senza alcun dubbio Frankie Manning; e a ragione, considerato che si può definire il più grande ballerino di Lindy Hop di sempre. Anche lui ha mosso i primi passi al Savoy nel corso degli anni ‘30, ispirandosi ad altri giganti del genere come Shorty George, ma ben presto fu in grado di sviluppare uno stile inconfondibile caratterizzato dall’inclinazione in avanti del busto; se volete ammirarlo in movimento, è stato protagonista di innumerevoli scene di ballo in una moltitudine di film degli anni ‘40 (il più famoso è senz’altro la celebre commedia musicale “Helzapoppin”). Un’altra figura fondamentale per il suo contributo allo swing è stato Dean Collins: fu lui infatti a portare il Lindy Hop dalle sale da ballo di New York fino in California e a diventare ballerino dell’anno per il New Yorker nel 1935; la sua carriera continuò a Hollywood dove contribuì con il suo talento a coreografare un gran numero di capolavori del musical. Anche la sua compagna Jewel McGowan fu un nome di spicco nel campo, diventando unanimamente la migliore ballerina di Lindy Hop della storia grazie ai suoi inconfondibili movimenti d’anca. Altri personaggi importantissimi furono George “Twistmouth“ Ganaway, Leon James, “Snookie” Beasely o ancora George Greenidge, Arthur Walsh o Lenny Smith: studiare ed osservare i passi e le movenze di questi giganti dello swing è il consiglio migliore che si possa dare ad un aspirante ballerino.