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Cos’è lo swing: stili e correnti, dalla musica al ballo

Forse non tutti sanno che la parola “swing”, riferita al ballo, è una sorta di termine “ombrello” molto generico, in quanto comprende una moltitudine davvero sfaccettata di stili e di correnti; tutto nasce nel corso degli anni ‘20, su ispirazione dei grandi jazzisti di inizio secolo, e per la precisione da quello che ancora oggi viene identificato come swing: il Lindy Hop. Ma la storia di questo genere musicale e di questo stile di ballo si è suddivisa, da allora, in innumerevoli ramificazioni che tendono spesso a confondere l’ascoltatore ed il ballerino occasionale: termini come Boogie Woogie, Jive, East oppure West Coast Swing, Balboa e così via sono per molti ancora avvolti nel mistero, sebbene abbiano una lunghissima storia alle spalle. In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza quantomeno sulle varianti più note del nostro ballo preferito!

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Il Lindy Hop, nonno di tutti i balli swing

Per molti il Lindy Hop è lo swing per eccellenza, o quantomeno lo stile che tutti – in particolar modo chi non ha particolare dimestichezza con il genere – identificano immediatamente come “ballo swing”. Le sue radici risalgono alla New York degli anni ‘30 e per la precisione al quartiere di Harlem: dal meltin’ pot culturale di queste zone e dalla musica Charleston del decennio precedente venivano così gettati i semi di tutte le correnti dello swing a venire, e più precisamente da un locale sulla 141esima chiamato “Savoy Ballroom” (non a caso tutt’oggi il Lindy Hop è definito anche Savoy Style); qui ogni sera gli appassionati di tutta New York – e non solo – potevano scatenarsi sulle note di giganti come Duke Ellington e Cab Calloway, oltre ad assistere alle regolari sfide fra band che si scontravano a suon di pezzi irresistibili. Ma cosa distingue il Lindy Hop dal punto di vista dello stile? Si tratta di un ballo di coppia, caratterizzato da frenesia, vivacità e una gran dose di improvvisazione. Si può ballare sui sei tempi così come sugli otto, e dal punto di vista del footwork è uno stretto parente del già citato Charleston e del Tip Tap. Per farvi un’idea più chiara, non c’è nulla di meglio che guardare i video dei grandi esponenti di questo ballo, come ad esempio George Snowden ed Herbert White (che ha letteralmente segnato un’epoca con i suoi Whitey’s Lindy Hoppers)!

Il Balboa, ovvero l’eleganza dello swing

Pur avendo mosso i primi passi nei locali di New York, lo swing ha avuto modo di svilupparsi anche in altre zone degli Stati Uniti: per la precisione nel sud della California, fra gli anni 20 e i 30, dove si è venuto a creare lo stile Balboa. Il nome arriva dalla Balboa Peninsula, situata a Newport Beach; anche qui il ritmo è particolarmente veloce ed il footwork davvero elaborato, ma la particolarità più significativa è la posizione dei ballerini, che si trovano a una distanza molto ravvicinata e con una postura eretta. Ciò contribuisce a renderlo un ballo molto elegante, seppur frenetico, ma si tratta di una caratteristica la cui genesi ha motivazioni ben precise e non prive di un certo fascino: le sale da ballo della California di quegli anni, infatti, erano così sovraffollate e avevano delle regole così rigide che i ballerini per non urtarsi e creare problemi erano costretti ad occupare meno spazio possibile, stando quindi più stretti fra loro; non c’era quindi il campo libero per i “kick” tipici del Charleston, e ciò ha favorito la nascita di uno stile a sé. Fra i più grandi esponenti di questo ballo, quattro coppie spiccavano su tutte (tanto da essere definite, ai tempi, i “Big Four” del Balboa): ci riferiamo ai duetti composti da Maxie Dorf con Mary McCaslin, Hal Takier con Betty Takier, Lawrence Wise con Lillian Arnold e Gil Fernandez con Venna Cascon.

East Coast e West Coast swing: quali differenze?

Quando si parla di East Coast e West Coast swing, si inizia a scendere nel piano delle sottigliezze. L’East Coast swing è stato ideato dagli Arthur Murry Dance Studios (la più grande scuola di ballo in assoluto, con sedi in tutto il mondo, Italia compresa) nel periodo di massima esplosione del Lindy Hop: tutti volevano imparare a ballarlo, e fu così che Arthur Murry e i suoi collaboratori ne idearono una versione alternativa, rivisitandolo per poterlo insegnare nelle loro scuole. Di fatto, si tratta quindi di un Lindy Hop più semplice, limitato alle figure a sei tempi (al contrario dell’originale che ne può contare anche otto, oltre a una moltitudine di altri schemi) e che si adatta anche allo stile musicale del rock and roll degli anni ‘50. La musica diventa così la discriminante, così come nel West Coast swing: anche qui ci troviamo di fronte ad una variante del Lindy Hop ridisegnato sullo stile di Dean Collins (attore, ballerino e coreografo nonché fra i maggiori innovatori nel campo del ballo swing); il West Coast swing trova il suo sfogo ideale nel campo dei balli di coppia a ritmo di musica contemporanea, soul e R&B principalmente.

Boogie Woogie e Jive: scatenarsi a ritmo di rock & roll

Tra i vari stili di ballo che arrivano direttamente dallo swing per adattarsi ai suoni del rock & roll, il Boogie Woogie è il più conosciuto e praticato. Si balla su un 4/4 che incalza e coinvolge, prestandosi particolarmente a manovre acrobatiche che coinvolgono entrambi i componenti della coppia di ballerini. Anche il Boogie Woogie ha le sue radici negli Stati Uniti degli anni ‘30, per la precisione negli stati del sud: nel Texas e in Louisiana, soprattutto, dove i taglialegna amavano sfogarsi con questi balli scatenati dopo le loro lunghe giornate di lavoro; anche i musicisti stessi, che si esibivano sui treni durante i loro viaggi, hanno imparato sviluppare quel caratteristico ritmo martellante suonando sul ritmo del rumore provocato dai binari. Solo nel corso della Seconda Guerra Mondiale il Boogie Woogie arriva anche in Europa, grazie ai soldati americani, prendendo subito piede grazie all’allegria che trasmetteva, più che mai necessaria considerata la gravità del periodo. Sempre durante gli anni ‘40, dal Boogie Woogie si sviluppa il Jive: è uno stile molto simile per certi versi, ma se possibile ancor più acrobatico e vivace; l’improvvisazione è fondamentale anche se le figure sono piuttosto semplici e di facile apprendimento. In quanto tecnica di ballo riconosciuta nel programma internazionale di competizione, nel Jive si è sviluppata una certa tendenza alla spettacolarizzazione per cui rispetto al Boogie Woogie viene enfatizzata la componente acrobatica. Entrambi gli stili, comunque, sono perfetti per il ballo della musica rock & roll degli anni ‘50.