danze africane e tango

Danze africane e tango: radici e influenze

Quando si parla del tango argentino, spesso si evoca un’immagine di passionale eleganza e di movimenti sensuali. Ma ciò che molti non sanno è che dietro questo ballo c’è una storia complessa che affonda le sue radici nel passato coloniale dell’America Latina. In questo articolo parliamo di danze africane e tango, affrontando come le radici dei ritmi tribali e i rituali danzanti hanno contribuito allo sviluppo del simbolo della danza argentina.

Le danze africane e il tango argentino: l’eredità dei neri

L’eredità nera che sopravvive nel tango è il risultato di secoli di scambio culturale tra Europa, Africa e America. Quando gli africani sbarcarono nel Nuovo Mondo a partire dal 1500, la musica e il ballo furono al centro di questo scambio. Privati di ogni cosa, continuarono a praticare le loro tradizioni musicali e coreutiche come unico legame rimasto con la madrepatria.

Le danze dei neri, però, non furono accolte a braccia aperte dall’autorità coloniale. Venivano considerate volgari e indecenti e sottoposte a rigido controllo sociale, con continui divieti e regolamentazioni. Tuttavia, vietare il ballo non servì ad eliminarne la pratica; gli africani continuarono a esercitare le loro tradizioni nonostante la censura.

Il ruolo dei missionari e l’assimilazione culturale

I missionari compresero ben presto che la musica e la danza avevano un ruolo importante nella vita sociale degli schiavi. Decisero quindi di utilizzarle come strumento per civilizzare indios e africani, dando inizio a un processo di assimilazione e rielaborazione della musica e della danza che porterà alla nascita dei nuovi balli dell’America Latina.

In questo contesto, agli schiavi furono insegnati i balli europei come il minuetto e a suonare strumenti come il violino e la chitarra. Gli schiavi, dotati di talento, impararono velocemente, tanto da riuscire a trarre un po’ di profitto dalle loro doti musicali.

La testimonianza della cultura africana nel tango

Una testimonianza eloquente di questa influenza si trova in una vignetta del 1901 che ritrae un “escobero”, ballerino che fa ritualmente roteare la scopa, mentre danza per le strade di Buenos Aires. Questo “spezzamento” del corpo entrerà nel vocabolario coreografico del tango come quebrada.

Ma non è solo il movimento che rivela le radici africane del tango. Anche la postura dei ballerini, con le ginocchia profondamente piegate e premute una contro l’altra, e i movimenti da un piede all’altro richiamano le tradizioni delle danze del Congo. Quadri e stampe dell’Ottocento raffigurano queste caratteristiche, che successivamente si ritrovano nel tango argentino.

Conclusioni

In definitiva, l’influenza delle danze africane sul tango argentino è innegabile. Oltre alla tecnica e ai movimenti, la cultura africana ha lasciato un’impronta profonda nella spiritualità e nell’espressione del ballo. Perciò, quando balliamo il tango ci immergiamo in un viaggio attraverso secoli di storia e di cultura, in cui le radici nere del ballo argentino risplendono con orgoglio.

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