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Guida al Charleston: come si balla e quali sono i suoi passi principali

Prima ancora che le big band del jazz dominassero i più celebri locali degli Stati Uniti – New York in primiscontribuendo alla nascita della musica swing e del Lindy Hop, erano altri i balli che andavano per la maggiore nei vari club. Il Tango, ad esempio, oppure il Foxtrot. Ma la disciplina che ha caratterizzato più di ogni altra le abitudini dei ballerini degli anni ‘20 è stato senza dubbio il Charleston…

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La storia e la nascita del Charleston

Battezzato in onore della cittadina di Charleston nella Carolina del Sud, anche questo ballo – proprio come il Lindy – deriva dalle tradizioni delle comunità afroamericane dell’epoca e divenne popolarissimo grazie al musical Runnin’ Wild, inscenato nel 1923 a Broadway sulle musiche di James P. Johnson. Ma come si balla il Charleston e quali sono i suoi passi principali? Cercheremo di spiegarvelo in questo articolo: buona lettura!

Come ballare il Charleston: la guida per i principianti

Dopo l’enorme successo di Runnin’ Wild, il Charleston divenne presto uno dei balli più popolari e apprezzati da ballerini e appassionati di musica. Inizialmente molti temevano che fosse una danza eccessivamente complessa da assimilare; tuttavia nel giro di pochissimo tempo il Charleston si diffuse a macchia d’olio, sia tra gli uomini che tra le donne. Divenne inoltre il ballo simbolo delle Flapper, le giovani donne che negli anni ‘20 avevano deciso di sfidare a morale comune ballando da sole e assumendo atteggiamenti libertini.

Il grande successo del Charleston risiede nelle sue caratteristiche, che lo rendono perfetto per ballare sul tempo in 4/4 del jazz e del Dixieland (uno stile jazzistico particolarmente popolare all’epoca e nato nella New Orleans dei primi anni del ventesimo secolo). Per imparare a ballarlo le canzoni migliori sono l’omonima Charleston di James P. Johnson oppure Yes Sir! That’s my Baby di Walter Donaldson, reinterpretata in Italia negli anni ‘50 dall’indimenticabile Duo Fasano). Ma come si balla il Charleston, dunque?

Alla base di questo ballo c’è il “tap”, ovvero il “tocco”. Il ballerino esegue un movimento di gamba ogni due battiti musicali così facendo faremo quattro passi o movimenti del piede su otto tempi musicali. Il passo può cominciare quasi sempre all’inizio di una frase musicale.

Partendo con i piedi uniti:

  1. Fate un tap avanti con il piede destro contando i primi due battiti musicali 1-2
  2. Riportare il piede destro nella posizione di partenza contando i successivi battiti musicali 3-4
  3. Fate un tap indietro con il piede sinistro contando i successivi battiti musicali 5-6
  4. Riportare il piede sinistro nella posizione di partenza contando gli ultimi due battiti musicali 7-8
  5. Ripartire dal punto numero 1

Anche i movimenti degli arti superiori giocano un ruolo importante nel Charleston e lo rendono immediatamente riconoscibile. Tenete le braccia aperte e piegate i gomiti, puntando le mani verso il cielo, e dondolatele prima a destra, poi a sinistra. Combinate queste movenze con il tapstep che vi abbiamo descritto poc’anzi ed ecco il Charleston!

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Quali sono gli stili del Charleston: breve vademecum

Ma l’essenza di questo ballo non si limita certo alla sua forma base… anzi, tutt’altro! Molti ballerini, una volta imparato il tapstep, sentono la necessità di evolversi e di passare alle evoluzioni successive del Charleston. Le forme principali sono due: solo e partner. Come i nomi stessi suggeriscono, la prima si balla da soli e la seconda necessita di un compagno o di una compagna; a partire da queste categorie vi sono poi ulteriori ramificazioni nate e sviluppatesi nel corso degli anni ‘20, ‘30 e ‘40.

Il 20s Solo è la forma più antica del Charleston e i ballerini più esperti amano variare le proprie esecuzioni solitarie inframmezzandole con passi di altri balli: rallentamenti e improvvisazioni, incursioni nel periodo cakewalk e quant’altro sono all’ordine del giorno. Si tratta di un tipo di ballo molto libero ed espressivo, in grado di far emergere tutta la personalità di chi lo pratica; all’epoca si ballava socialmente, ognuno in forma individuale ma sempre in grandi gruppi. Un’abitudine che ancora oggi viene mantenuta in molte scuole di ballo.

Il 20s Partner, invece, si balla in coppia praticando i già citati passi base del Charleston e mantenendo le braccia e il torso del partner in posizione chiusa; l’estrema vicinanza tra i due ballerini obbliga a dei movimenti e a spostamenti di peso leggermente più contenuti del Solo Charleston. Questa variante ha dato vita a diversi altri stili nei due decenni successivi: le posizioni jockey, la side by side e la tandem sono solo alcuni esempi; ognuna di queste apporta cambiamenti minori, che un occhio esperto però sa riconoscere immediatamente!

Imparare il Charleston dai suoi più grandi interpreti

Per conoscere al meglio un ballo non c’è nulla di meglio che ammirarne i suoi più grandi interpreti nei video dell’epoca. Nel caso del Charleston, la ballerina che più di ogni altra lo rappresenta è senza dubbio Josephine Baker. Questa ragazza americana di origini francesi fu la prima a portare questo ballo sui grandi palcoscenici, da New York a Parigi: la scatenata miscela di danze tribali dal sapore africano conquistò prima l’Europa ed in seguito gli Stati Uniti, rendendola la prima stella del Charleston. Vedere per credere!

 

 

Un’altra figura femminile fondamentale per la storia e l’evoluzione di questo ballo fu Bessie Love, tutt’oggi ricordata per essere stata la prima donna a esibirsi nel Charleston sul grande schermo nel film The King on Main Street, uscito nelle sale nel 1925. Nonostante una carriera lunga oltre ottant’anni, gli appassionati di ballo si ricordano di lei soprattutto per questo peculiare primato: una breve clip del film in questione è reperibile tutt’oggi online e ve la proponiamo a seguire. Un vero e proprio pezzo di storia.