ritmi tribali nel jazz

Il ritmo tribale nel jazz: affinità fra musica africana e sound afroamericano

La storia della musica jazz è intessuta di legami profondi con la cultura africana, soprattutto attraverso i ritmi tribali che hanno plasmato le radici di questo genere musicale unico. In questo articolo, esploreremo come i ritmi africani si sono trasferiti nel cuore pulsante della musica pop europea grazie al jazz e all blues, generi emersi da un passato di sofferenza e resistenza. Capiremo insieme cosa s’intende per ritmo tribale nel jazz e quali sono le affinità tra la musica afroamericana e la musica africana.

Ritmo tribale nel jazz: tutto comincia dal blues

Il blues, progenitore del jazz, trova le sue radici nel periodo buio dello schiavismo, quando milioni di africani vennero catturati e trasportati nelle Americhe. Nei claustrofobici spazi delle navi schiaviste, nacque una forma di ribellione che trovava sfogo nel canto: il blues. I canti di ribellione degli schiavi erano ritmati dal battito delle mani e dei piedi e contenevano la ritmica tipica della tradizione africana. Il termine “blues” deriva dall’espressione “To have the Blue Devils,” indicante uno stato d’animo segnato dalla sofferenza e dall’inquietudine.

L’Africa: Cuore Ritmico della Musica

In Africa, la musica è parte integrante della vita quotidiana. Ogni etnia usa la musica, la danza e il canto, per veicolare le proprie speranze, le attese e le denunce di diritti negati. Questa peculiarità della percezione della musica come strumento di sfogo è particolarmente presente nella storia della musica blues. Questo nuovo genere nato in Louisiana e poi diffusosi in tutti gli States, si sviluppa inizialmente come un canto, quasi privo di strumentazione e accompagnato principalmente dal battito di mani e piedi. È un genere che si basa, quindi, sulla voce e sul ritmo, solo successivamente si aggiungono strumenti melodici come armonica e chitarra.

Il canto corale: similitudini con il primo blues

In Africa la coralità musicale e il canto in gruppo ha un’enorme importanza: il canto, spesso accompagnato proprio dal battito di mani e piedi è legato alle esperienze quotidiane dei contadini nei campi o delle donne lavoratrici e curatrici della casa. Quando qualcuno inizia a cantare è pratica comune che chi è presente si unisca al canto per rendere meno noioso il proprio lavoro. La partecipazione della comunità nei canti corali, quindi, è una evidente similitudine fra il blues, nato nelle navi negriere ed evolutosi fra le piantagioni di cotone e la musica africana.

Ritmi tribali nel jazz e improvvisazione

La complessità ritmica e innovativa del jazz si lega principalmente alle tradizioni musicali sub-sahariane dove la poliritmia è radicata nella musica tradizionale.

Nel libro Early Jazz: Its Roots and Musical Development Volume I, il rinomato musicologo Gunther Schuller offre dettagliate trascrizioni di alcune danze africane dalle tribù Nyayito e Sovu del Ghana. Queste trascrizioni rivelano chiaramente che i tamburi e i battiti delle mani eseguivano parti ritmiche diverse, anticipando l’incastro simile che avrebbe caratterizzato la musica di New Orleans, con strumenti come il Banjo, la Grancassa, il Clarinetto, la Tuba e il Trombone.

L’improvvisazione, caratteristica distintiva del jazz, trova le sue radici nelle tradizioni musicali africane. Nell’Africa del secolo scorso non esistevano gli spartiti  per trascrivere la musica e la trasmissione orale favoriva la spontaneità dei “musicisti”, riflettendo l’approccio comunitario della musica africana.

Musica e Danza: Un Unico Ente Creativo

In molte lingue africane, la distinzione tra musica e danza è estranea. La parola “ngoma” in Kiswahili, ad esempio, può significare tamburo, danza religiosa, danza celebrativa o musica, a seconda del contesto. Questa integrazione di concetti sottolinea la connessione stretta tra la struttura poliritmica della musica africana e le danze policentriche che coinvolgono diverse parti del corpo.

Dal Movimento Tribale ai Passi di Jazz

La struttura policentrica di molte danze africane ha influenzato i primi passi e movimenti del jazz. La fusione di elementi tradizionali africani con le danze folkloristiche europee ha contribuito a plasmare l’estetica dei jazz steps e dei balli swing, trasformando il movimento tribale nelle danze popolari americane, ormai di portata globale.

Per saperne di più sulla danze africane e le influenze sui balli swing ti consigliamo di leggere il nostro articolo sulla “cultura africana nei bali anni 40“!

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Conclusione

Il legame tra i ritmi tribali africani e il jazz ripercorre la storia della musica occidentale moderna, mettendo in luce la connessione fra culture e popoli di tre continenti: Africa, Americhe e Europa. Dalla tragedia della schiavitù i primi afroamericani hanno dato vita ad un nuovo paradigma di generi musicali. Il jazz, in tutto il suo splendore, abbraccia le radici africane, portando con sé la forza e la resilienza di un popolo che ha trovato nell’arte la via per esprimere la propria umanità.

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