alessandra cardace

Alessandra Cardace, Easy Swing di Bruxelles

Mi chiamo Alessandra Cardace ma tutti mi chiamano Ale, ho 35 anni e sono dentro al mondo del ballo da quando avevo 4 anni.

6 anni fa io e mio marito Sax (Sacha Alvisi) abbiamo deciso di trasferirci nella splendida città del sud della Francia, Montpellier per continuare a studiare Lindy Hop e Solo Jazz con i nostri idoli. Dopo un anno e mezzo passato in casa Swingjammerz abbiamo avuto una proposta lavorativa a Bruxelles ed eccoci qua a gestire la scuola del nostro ex capo Andy Spits….la scuola Easy Swing.
Ho iniziato a muovere i miei primi passi all’età di 2 anni (questo è quello che mi hanno raccontato i miei genitori), andavo a tempo di musica. Ero molto piccola e quindi mamma e papà hanno deciso di iscrivermi ad una scuola di ballo qualche anno dopo. Scuola di ballo e non scuola di danza….. i miei primi passi li ho mossi nel mondo del Boogie Woogie.

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Ale, cosa provi quando balli?

Provo un senso di libertà e gioia di vivere.
Poter esprimere quello che sento, in quel momento, su quel determinato brano è magnifico.
Mi manca tanto poter improvvisare in pista, con una band, poter comunicare con ogni singolo
musicista e di conseguenza con ogni singolo strumento.

Perchè questo genere e non altri?

Perché ti dà la possibilità di lavorare sulla connessione con il proprio partner ed al tempo stesso essere liberi d’improvvisare. Nella mia carriera di ballerina ho provato tanti balli ma nessun altro mi ha dato la possibilità di essere una cosa unica con il partner e la musica.

Qual’è stato il momento più emozionante della tua carriera?

Non c’è “il momento più emozionante”, i momenti sono stati tanti e molti di questi li ho detti solamente ad alcune persone a me care. Uno posso dirlo a tutti…..è stato quello di poter ballare con il pancione.

Hai un personaggio a cui ti ispiri?

Le persone che in questi ultimi anni mi hanno ispirata sono Nathan Bugh e Thomas Blacharz.
Lavorano con la musica in un modo unico, portando nel loro ballo e nelle loro lezioni concetti unici e importanti, almeno per me, per poter giocare con qualsiasi brano.

Cosa vorresti trasmettere con il tuo ballo?

Quello che vorrei trasmettere è la gioia che provo nell’interpretare quel determinato pezzo musicale.

Hai un sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è quello di imparare a ballare tip tap. Per ora ho partecipato solamente a qualche stage… devo solo prendermi del tempo per mettermici seriamente!

Cosa consigli a chi sta muovendo adesso i primi passi nel mondo dello Swing o a chi ancora ci sta solo pensando?

Per chi ha iniziato consiglio di lasciarsi andare e di darsi del tempo per imparare questo splendido ballo. Non demoralizzatevi alle prime difficoltà! Affrontate ogni step con lo spirito giusto e, soprattutto lasciatevi trasportare dalla musica!
Per chi ci sta solo pensando, buttatevi nella mischia e, anche se il periodo non lo consente, in questo momento c’è la possibilità di muovere i primi passi anche da casa seguendo i corsi online!

Ale, secondo te cosa un ballerino non dovrebbe mai dimenticarsi di portare in pista?

L’ascolto. Ascoltare il partner per poter comunicare con lui, per dargli i giusti spazi per poter improvvisare e per poter prendersi i propri spazi. Un altro tipo di ascolto è quello rivolto alla musica.

Perchè balli Swing?

IMPROVVISAZIONE