Charlie Barnet

L’orchestra multicolore di Charlie Barnet

Nel cuore della Golden Age del jazz e dello swing, un nome che risplende con un’importanza storica e musicale è Charlie Barnet. La sua passione pel la musica nera e la sua lungimiranza nella scelta dei musicisti lo hanno portato a diventare un’icona del mondo dello swing. Vediamo insieme quale posto ha nell’era del jazz anni 30!

I Primi Passi di Charlie nella Musica

Barnet nacque con il nome di Charles Daly Barnet, nel 1913 a New York, da una famiglia influente: suo nonno era Charles Frederick Daly, vicepresidente della New York Central Railroad, banchiere e uomo d’affari. Tuttavia, la sua vita predestinata a seguire le orme della famiglia subì una svolta proprio grazie alla musica.

I genitori Charlie Barnet divorziarono quando aveva soltanto due anni. Fu, così, allevato dalla madre e dai nonni,

Barnet ha iniziato il suo viaggio musicale con il sax alto, strumento con il quale fece il suo esordio a soli 15 anni, imparando a suonare anche il piano. La sua famiglia aveva sperato di vederlo diventare un avvocato, ma il giovane Charlie aveva già scelto la musica come la sua strada. Sorprendentemente, a soli 16 anni, Barnet diresse già una piccola orchestra a bordo di un transatlantico, dimostrando un talento eccezionale che lo avrebbe portato al successo.

La Fama di Charlie Barnet e il Suo Repertorio

Charlie Barnet raggiunse il massimo della fama tra il 1939 e il 1941, un periodo che iniziò con la sua celebre incisione di Cherokee, una canzone scritta da Ray Noble e arrangiata magistralmente da Billy May. Nel 1944, Barnet ebbe un altro grande successo con Skyliner, consolidando il suo status di icona del jazz e dello swing.

L’orchestra di Charlie Barnet, in quegli anni, era una fucina di talenti. Tra i tanti musicisti che hanno lavorato con lui, ricordiamo nomi leggendari come Buddy DeFranco, Roy Eldridge, Neal Hefti, Barney Kessel, Dodo Marmorosa, Oscar Pettiford, Maynard Ferguson, Doc Severinsen, Clark Terry, e le indimenticabili cantanti Lena Horne e Kay Starr. Non possiamo dimenticare il contributo significativo del trombettista Billy May, che scrisse arrangiamenti per la Charlie Barnet Orchestra prima di unirsi a Glenn Miller nel 1940.

L’Inclusività nell’Orchestra di Charlie Barnet

Charlie Barnet, insieme a musicisti come Artie Shaw, fu uno dei primi direttori d’orchestra bianchi ad assumere musicisti di colore nella propria orchestra. Questa mossa audace avvenne nel 1935, e tra i musicisti di valore che si unirono a lui troviamo Roy Eldridge, Howard McGhee, Benny Carter, Dizzy Gillespie, Clark Terry e Oscar Pettiford. Barnet era un grande ammiratore di Count Basie e Duke Ellington e aveva rapporti così amichevoli con Basie che nel 1939 il pianista prestò a Barnet tutti i suoi arrangiamenti dopo che la sua orchestra aveva perso tutto in un incendio al Palomar Hotel a Los Angeles.

L’eredità Musicale di Charlie Barnet

Nonostante non fosse considerato un grande solista, Charlie Barnet era un direttore d’orchestra straordinario, appassionato di Duke Ellington e determinato a infondere il suo stile unico nella sua orchestra. Grazie alla collaborazione di eccellenti arrangiatori come Horace Henderson, Skip Martin e Billy May, l’orchestra di Barnet sfoggiava una poliritmia piena di swing, un suono scintillante e una musicalità che invitava alla social dance.

L’Addio alla Scena Musicale

Nel 1949, Charlie Barnet si ritirò dalla scena musicale, apparentemente a causa di un crescente disinteresse per le evoluzioni che stava prendendo il jazz in quell’epoca. Approfittando della sua fortuna familiare, si stabilì sulla Costa Occidentale e occasionalmente diresse piccole formazioni senza mai tornare all’attività musicale a tempo pieno. Si dedicò anche all’editoria musicale e alla direzione di alberghi, dimostrando una versatilità sorprendente.

Il Ricordo di Charlie Barnet

Charlie Barnet ci ha lasciato a 77 anni, nell’ospedale di San Diego, per complicazioni legate alla malattia di Alzheimer. La sua eredità musicale rimane una parte intramontabile della storia del jazz e dello swing. La sua audacia nell’assumere musicisti di colore nella sua orchestra e il suo contributo inestimabile alla musica ballabile lo rendono un’icona indimenticabile di un’epoca d’oro. Charlie Barnet, il maestro dell’orchestra swing, continuerà a incantare le generazioni future con il suo vibrante e contagioso ritmo.

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