La moda femminile negli anni ’50: lo stile vintage e le pin-up

La moda contemporanea sembra aver trovato un suo punto di stallo, tanto che da diversi anni sulle passerelle di tutto il mondo sfilano un numero sempre maggiore di capi che sembrano provenire direttamente dal passato; spesso si tratta di rielaborazioni in chiave moderna, altre volte si tratta di una semplice e genuina influenza degli stilisti per un determinato periodo, ma una cosa è certa: dopo aver contribuito a fondare le regole della moda, lo stile dei magici anni ‘50 sta tornando sempre di più sulla cresta dell’onda! Andiamo quindi a scoprire assieme cosa rende unico quel periodo, cercando di capire le motivazioni che lo rendono ancora oggi più vivo ed attuale che mai.

La donna negli anni ‘50 e i grandi cambiamenti nella società

Sarebbe ridondante ricordare a chi legge cosa è successo nella prima metà degli anni ‘40 del Novecento, ma la premessa è quantomeno doverosa: la Seconda Guerra Mondiale ha segnato indelebilmente ogni aspetto della nostra contemporaneità, e il ruolo della donna nella società non fa di certo eccezioni. Sono stati anni bui che hanno visto il genere femminile doversi occupare di questioni fino a poco tempo prima esclusivo appannaggio degli uomini, come i lavori d’ufficio quando non addirittura in fabbrica; al termine del conflitto è stato così naturale assistere ad una rinascita della femminilità, finalmente unita ad una maggiore volontà di osare e di autodeterminarsi anche grazie al look. Gli anni ‘50, quindi, sono stati il decennio del divertimento, di un importante principio di emancipazione ma anche dei colori sgargianti, dei pattern a pois e da stili tutt’oggi iconici come il bon ton. Ma più di tutto, a scolpire nelle pagine del tempo questo decennio è stata l’esplosione del fenomeno pin up: fin dal primo conflitto mondiale, infatti, locandine raffiguranti donne particolarmente formose e ammiccanti venivano usate negli USA a scopo propagandistico (da qui il nome “pin up”, letteralmente “da appendere”) e con l’intenzione di convincere gli uomini ad arruolarsi. Negli anni ‘40 il fenomeno si è ulteriormente espanso, fino a diventare una vera e propria moda per la donna oramai emancipata dell’immediato dopoguerra. Il decennio successivo ha contribuito a cementare nella storia questo immaginario grazie anche e soprattutto alle dive del cinema e del teatro.

Lo stile pin-up: il più caratteristico e riconoscibile del magico decennio

Ma cosa caratterizzava particolarmente lo stile di queste donne, oltre alle loro procaci forme? Ciò che più colpisce tutt’oggi è la loro eleganza ed il fatto che, nonostante la gran sensualità, non apparissero mai volgari: le curve erano (e sono) infatti il principale punto di forza ed accentuarle era (ed è) la parola d’ordine. Nello stile delle pin up, la forma a clessidra viene spesso enfatizzata da una cintura, anche se spesso è sufficiente una camicia legata stretta in vita: insomma, il tipico “vitino da vespa” delle dive raffigurate in cartolina. La tinta unita, meglio se di rosso acceso (ma spesso anche il giallo oppure il blu si rivelano delle ottime scelte) si possono alternare con un capo dal pattern a pois; all’occorrenza, non può mancare un’ambia scollatura, che nell’immaginario collettivo è rigorosamente a cuore. Alle gambe? Un bel paio di shorts oppure dei pantaloni capri a vita alta, l’importante è che siano aderenti al punto giusto! Molte pin up indossano anche vestiti a pieghe, a condizione che siano anch’essi, a loro volta, stretti in vita; la gonna a tubino è un altro grande classico. Per quanto riguarda le calzature, chiaramente dipende molto dal fisico della pin up di turno e dal resto del vestiario; generalmente, comunque, la scelta ricade su due opzioni principali: le ballerine sono l’ideale per le ragazze più longilinee, mentre un bel tacco alto può essere una buona scelta per aggiungere qualche centimetro nel caso ce ne fosse bisogno! Anche dal punto di vista dei gadget ci sono dei must che chiunque volesse imitare lo stile delle pin up non può assolutamente lasciarsi sfuggire una bandana – o un foulard – da annodarsi sulla testa per tenere i capelli: proprio questo dettaglio arriva dritto da una delle più celebri pin up cartacee, quella “Rosie the Riveter” che nei manifesti degli anni ‘40 esortava le donne a rimboccarsi letteralmente le maniche per aiutare gli Stati Uniti in tempo di guerra. A questo punto, per completare il look della pin up perfetta mancano solo delle labbra rosso fuoco e degli occhiali modello cat eye.

Cosa rappresenta una pin up ai giorni nostri?

E’ difficile raccontare che cosa rappresenti una pin up nella società contemporanea. Potrebbe essere semplicemente la scelta di seguire una moda passeggera e divertente, magari per un ballo in maschera o una serata a tema. Oppure un’appassionata di cultura retro e abiti vintage. Ma più di ogni altra cosa è bene non dimenticare ciò che essere pin up è stato negli anni ‘50: un vero e proprio stile di vita fondato su leggerezza ed emancipazione, spensieratezza e sicurezza non solo di sé ma anche del proprio ruolo nella società; c’era nelle pin up dell’epoca una sensualità ed una femminilità oramai divenute aliene nel mondo odierno, popolato da dei termini di paragone spesso volgari e totalmente privi di quella stessa genuina ingenuità che le rendeva sexy senza artificiose forzature. La pin up di oggi, in poche parole, rappresenta un simbolo ancora forte di autodeterminazione e libertà di parola e di espressione; non è solo glorificazione del passato fine a sé stessa, quindi, ma un vero e proprio manifesto d’intenti… sulle orme delle grandi del cinema del passato, che più di molte altro hanno contribuito a rendere immortale il mito della femminilità: Jayne Mansfield, Marilyn Monroe, Jane Russell e molte altre. Un giorno, magari, parleremo di ognuna di loro – e delle loro incredibili vite – su queste stesse pagine!