Norma Miller, la Regina dello Swing: storia della grande ballerina Lindy hop
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Norma Miller, la Regina dello Swing: storia della grande ballerina Lindy hop

Attrice, ballerina, coreografa e chi più ne ha più ne metta: quante donne possono dire di aver rappresentato tutto questo e molto altro ancora nel campo dei balli jazz e più nello specifico del Lindy Hop? Non a caso la figura di cui andremo oggi a parlare è definita “The Queen of Swing”, ovvero la Regina della nostra musica preferita: settant’anni di carriera e di devozione, oltre a un numero infinito di partecipazioni a film ed eventi. Non gli è mancata neppure una carriera da scrittrice, nel corso della quale ha avuto modo di raccontare la sua vita in quattro splendidi libri; oggi, però, la sua vita vogliamo provare a raccontarvela noi di Stile Millelire… per cui, se volete conoscere la storia della grandissima Norma Miller, mettetevi comodi e continuate a leggere!

I primi passi della Regina dello Swing nel mondo del ballo

Norma Miller nasce il 2 dicembre del 1919 proprio nel cuore di quella New York che nei primi decenni del Novecento si poteva considerare la capitale mondiale dello swing. Ovviamente anche il quartiere è quello giusto: siamo ad Harlem, dove i grandi club jazz ospitavano ogni sera delle incredibili sessioni di musica e ballo (se volete saperne di più vi invitiamo a leggere il nostro articolo sui luoghi storici del Lindy Hop).

La Regina dello Swing nasce da una famiglia umile, come quella di molti newyorchesi afroamericani in quegli anni; la madre, che lavorava come donna delle pulizie, scelse di chiamare così sua figlia in onore al padre Norman: questi era un onesto operaio navale, la cui vita fu stroncata da una polmonite solo un mese prima di riuscire a vedere sua moglie partorire. Norma rimase così orfana di padre ancor prima di venire al mondo, e crebbe assieme alla sorella Dot; nonostante le difficoltà quotidiane per riuscire a pagare un affitto, sua madre riuscì comunque ad iscriverla a una scuola di ballo; a soli cinque anni, quindi, Norma Miller aveva già intuito quale sarebbe diventata la sua strada.

Lei stessa, ricordando i giorni in cui da bambina si esibiva nei teatri, ricorda quel periodo sottolineandone i grandi sacrifici: “le bimbe di colore all’epoca non avevano molte risorse e a me non rimaneva che il ballo, per cui cercavo di farlo nella maniera più naturale possibile”. Con la Grande Depressione del 1929, però, tempi ancora più duri stavano per arrivare… ma anche grandi opportunità, come sempre capita in concomitanza con le crisi peggiori.

L’esordio di Norma Miller come ballerina del Savoy

La crisi economica costrinse Norma Miller, sua madre e la sorella maggiore a trasferirsi in una zona non troppo lontana dal precedente appartamento, ma in uno stabile però davvero fatiscente e in rovina sulla 140esima. Ai veri appassionati di cultura swing e Lindy Hop sarà già suonato un campanello in testa, perchè a questo indirizzo si trova un luogo davvero importante: ci riferiamo al Savoy Ballroom di Harlem, che la piccola Norma riusciva a scorgere sull’altro lato della strada!

A quel punto, anche la mancanza di aria condizionata sembrava un dono del destino: con le finestre perennemente aperte, infatti, nel corso dell’estate la futura Regina dello Swing poteva ascoltare le canzoni e le esibizioni dei giganti del jazz, tra i quali spiccavano Chick Webb e la mitica Ella Fitzgerald. Sedendosi sulla scala antincendio del suo appartamento riusciva anche ad ammirare i ballerini all’opera, imparandone i passi che poi cercava di replicare in casa o nella palestra di scuola.

Leggenda volle che la domenica di Pasqua del 1932, il grande performer George “Twist mouth” Ganaway la vide all’opera e decise, nonostante la giovanissima età, di lasciarla entrare al Savoy e di ballare con lui! Il solco era ormai tracciato e dopo solo pochi anni, nel 1934, una Norma Miller appena quindicenne riuscì a farsi assumere da Herbert “Whitey” White come la più giovane componente della sua mitica troupe: i Whitey’s Lindy Hoppers!

La scalata verso il successo e l’arrivo sul grande schermo

Da quel momento il ballo diventa la vita di Norma Miller, ancor più di quanto non lo fosse in precedenza. Con i Lindy Hoppers furono molte le tournée in tutto il territorio degli Stati Uniti, che la portarono a esibirsi ininterrottamente fino al 1942: solo la chiamata alle armi per la Seconda Guerra Mondiale riuscì infatti a separare questa compagnia di incredibili ballerini. Ma le esperienze vissute nel frattempo restano incredibili: grazie ai Whitey’s Lindy Hoppers, Norma Miller ha potuto interpretare delle scene di ballo in diversi film, lavorando addirittura con i Fratelli Marx in Un Giorno alle Corse (1937) e comparendo anche nel più celebre lungometraggio di sempre per quanto riguarda il Lindy, ovvero Helzapoppin’ (1941).

La carriera della Regina dello Swing è comunque proseguita senza mai una sosta: nella seconda metà degli anni ‘40 continuò a studiare e ad approfondire il ballo e nel decennio successivo avviò il suo personale gruppo di ballerini, i Norma Miller Dancers, nei quali militava anche il figlio di Frankie Manning. Ebbe così modo di ballare sulle note di Count Basie e di Cab Calloway; furono anni ricchi di soddisfazioni, anche se in certe zone degli Stati Uniti il fantasma del razzismo era più vivo che mai. Ciò non le ha impedito di continuare la sua carriera, trasferendosi a Las Vegas nel corso dei primi anni ‘60: nel corso dei decenni successivi, Norma Miller è diventata una vera ambasciatrice del Lindy hop nel mondo, portando la sua musica e il suo ballo ovunque.

Anche l’Italia è stata più volte onorata di ospitarla nel corso di diversi eventi, e lei stessa decise di realizzare parte della sua musica proprio qua da noi: un vero onore! Ci ha lasciati nel maggio del 2019, alla veneranda età di 99 anni: una vita ricca di gioia e successi per una donna che ha saputo dare tutto alla nostra musica.