Osvaldo Pugliese

Osvaldo Pugliese: il Santo del Tango

Osvaldo Pedro Pugliese è annoverato tra i più grandi compositori argentini di tango. La sua carriera, che ha attraversato sette decenni, ha segnato profondamente il panorama musicale argentino, unendo sentimento popolare e avanguardia creativa. Ma oltre al suo immenso talento artistico, Pugliese è ricordato per il suo impegno umano e politico, spesso pagato con il carcere.

 

Le Origini del Maestro Osvaldo Pugliese

Osvaldo Pedro Pugliese nasce a Buenos Aires il 2 dicembre 1905, figlio di operai. Suo padre, Adolfo, operaio e flautista, gli dà le prime lezioni di musica. A soli nove anni, Osvaldo già suona il violino ad orecchio e inizia a studiare pianoforte al conservatorio. A 15 anni, comincia a guadagnarsi da vivere come pianista, suonando l’accompagnamento musicale per film muti nei teatri.

Gli Inizi della Carriera

La carriera di Pugliese inizia ufficialmente quando debutta come pianista al Café de La Chancha. Successivamente, si unisce al sestetto di Paquita Bernardo e fa un lungo apprendistato in varie orchestre, tra cui il quartetto di Enrique Pollet e le orchestre di Roberto Firpo e Pedro Maffia. Nel 1924, compone “Recuerdo”, uno dei suoi tanghi più celebri.

Nel 1929, insieme al violinista Elviro Vardaro, forma il gruppo Vardaro-Pugliese, che debutta al café Nacional con la collaborazione del poeta Eduardo Moreno. Sebbene i successivi tentativi di formare gruppi con Alfredo Gobbi e Aníbal Troilo siano durati solo pochi mesi, Pugliese continua a perfezionare il suo stile e a costruire la sua reputazione.

L’Orchestra Pugliese: Un Sogno Realizzato

Nel 1939, a 33 anni, Osvaldo Pugliese forma finalmente la sua orchestra, debuttando l’11 agosto al café Nacional col cantante Amadeo Mandarino, poi sostituito da Augusto Gauthier. Pugliese diventa guida, pianista e arrangiatore della sua orchestra, organizzata come una cooperativa, rispecchiando le sue idee comuniste.

Il Successo e la Censura

Negli anni successivi, l’orchestra Pugliese passa da un café del Barrio di Villa Crespo alla radio più importante del momento, El Mundo. La radiodiffusione permette a Pugliese di conquistare un vasto pubblico, diventando un simbolo non solo musicale ma anche politico. Tuttavia, durante il decennio peronista (1945-1955), la sua attività subisce frequenti censure politiche, senza mai intaccare la sua popolarità.

L’Impatto Duraturo di Pugliese

La continuità del lavoro di Pugliese è testimoniata dai 60 anni di attività ininterrotta della sua orchestra. Fondamentali per il suo stile furono collaboratori come il contrabbassista Aniceto Rossi e il bandoneonista Osvaldo Ruggiero, rimasto con Pugliese dal 1939 al 1968. La sua orchestra inizia a registrare nel 1943, con cantanti di spicco come Roberto Chanel, Alberto Morán e Abel Cordoba.

Composizioni Celebri

Negli anni ’40, Pugliese incide alcune delle sue più celebri composizioni, tra cui “La yumba”, “Negracha” e “Malandraca”. Altri tanghi famosi includono “Adiós Bardi”, “Recién”, “Barro” e “El encopao”.

L’Eredità di Osvaldo Pugliese

Durante il regime, nonostante fosse proibita la radiodiffusione delle esecuzioni dell’orchestra di Pugliese per censura politica, la sua popolarità rimase intatta. Nei periodi di detenzione, la sua orchestra suonava con un garofano sul pianoforte vuoto, in omaggio al direttore.

San Pugliese: conclusioni

In Argentina, Pugliese è affettuosamente chiamato “San Pugliese”. Era noto per dividere gli utili in parti uguali con tutti gli orchestrali e per essere un promotore dei diritti dei lavoratori musicali, lottando per garantire compensi minimi e limiti agli orari di lavoro. Questo impegno sociale e politico lo ha reso una figura molto amata non solo in Argentina, ma in tutto il mondo.

Osvaldo Pugliese è una leggenda del tango, un simbolo di integrità e di passione che ha saputo coniugare arte e impegno sociale, conquistando i cuori di generazioni di amanti del tango.

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