Papillon e cravattino vintage: quali modelli scegliere e come indossarli
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Papillon e cravattino vintage: quali modelli scegliere e come indossarli

Chi ama lo stile vintage e desidera conferire al proprio look un tocco particolare ed eccentrico, non può esimersi dall’indossare uno degli accessori più tradizionali per quanto riguarda l’eleganza in ambito maschile: ci riferiamo al papillon, altrimenti conosciuto come “farfallino”, che negli ultimi anni sta prepotentemente tornando in voga. Se una volta, infatti, lo si indossava solo in occasioni formali come cerimonie o quant’altro, più di recente il papillon si è fatto casual ed ogni occasione è buona per sfoggiarne uno al collo. Ma quanti conoscono la vera storia di questo accessorio? E soprattutto, come si può indossare al meglio? In questo articolo andremo a scoprire proprio questo: continuate a leggere!

Storia del papillon, il celebre cravattino a forma di farfalla

Il nome del papillon, come può essere facile da immaginare, deriva dalla sua tipica forma: il termine in sé, infatti, deriva dalla lingua francese e significa proprio “farfalla”. Le origini del noto accessorio si perdono nella notte dei tempi, tanto che alcuni storici della moda ne fanno risalire l’invenzione addirittura all’epoca degli antichi egizi. Le teorie più concrete, però, sono quelle che vedono nascere la moda del papillon nel corso del XVII secolo grazie alle sciarpe che si annodavano al collo i mercenari croati durante la Guerra dei Trent’Anni: ma questa ipotesi, da molti considerata solo una leggenda, si rivela valida anche per quanto riguarda la nascita della cravatta (ne abbiamo parlato in precedenza in un apposito articolo).

L’unica cosa certa è che il papillon si diffuse inizialmente in Francia, per poi approdare in tutto il resto d’Europa; in Italia divenne addirittura simbolo di movimenti sociali ed artistici: ad esempio fu adottato in maniera simbolica prima dai futuristi e in seguito dagli anarchici. Intorno al 1920, la celebre farfallina sbarcò oltreoceano per conquistare Hollywood e le sue star; venne infatti utilizzato da molte personalità di primo piano del cinema e della musica: basti pensare a Charlie Chaplin e a Fred Astaire, oppure – in ambito femminile – a Marlene Dietrich e a Katharine Hepburn. Anche in ambito politico il papillon è stato grande protagonista, andando a completare il look dei più grandi presidenti degli Stati Uniti (Abramo Lincoln e Franklin Roosevelt su tutti), mentre in Gran Bretagna lo ricordiamo come una presenza fissa attorno al collo di Winston Churchill.

Indossare un papillon: colori, fantasie e consigli di stile

Come per quanto riguarda la cravatta, anche il papillon ha delle regole precise per essere indossato al meglio; ad esempio, non va assolutamente mai indossato senza una giacca. Per quanto riguarda la scelta della camicia da abbinare sarà necessario prendere le dovute cautele, prediligendo i colletti più piccoli e quelli con le punte arrotondate oppure rivolte verso l’esterno (alla francese, per intenderci): questo per evitare che le estremità del colletto sporgano da sotto al papillon, contribuendo a creare un effetto antiestetico; le dimensioni stesse dell’accessorio sono importanti per evitare tutto ciò, e vanno considerate con un certo criterio: non solo affinché calzino con il colletto, ma anche per integrarsi adeguatamente con la forma del viso di chi lo indossa.

Per quanto riguarda il colore stesso della camicia, invece, è sempre preferibile scegliere dei modelli realizzati con un tessuto in tinta unica, così da potervi abbinare un papillon in fantasia (il concetto vale comunque anche nel senso opposto, ovvero una camicia in fantasia ed un papillon neutro al collo). Riservate la fantasia doppia solo se avete davvero voglia di osare, ma soprattutto un buon senso estetico: il rischio di sconfinare in un eccesso grottesco è sempre dietro l’angolo! Ad ogni modo, non cercate di inseguire richiami particolari con il resto del vostro vestiario: puntate, piuttosto, ad avere un look che risulti naturale ed armonico. Un ulteriore accorgimento di stile, generalmente meno considerato ma non per questo meno importante, consiste nel coprire lo spazio vuoto che rimane sul busto quando si indossa un papillon al posto di una cravatta: un maglione con il collo a V, ad esempio, oppure un cardigan; ma la soluzione più elegante e di classe, a nostro avviso, rimane il caro vecchio gilet.

Le varie tipologie di papillon: i materiali e le forme disponibili

Il papillon esiste in molteplici forme; si possono addirittura acquistare i modelli provvisti di gancio, affinché sia possibile indossarli senza essere costretti ad effettuare il proverbiale nodo. Come nel caso delle cravatte, infatti, i papillon tradizionali vanno annodati seguendo una serie di movimenti che si possono quasi considerare un rito: non è particolarmente complicato, ma è necessaria un minimo di pratica e sul web si possono tranquillamente trovare dei video che descrivono come muoversi. La regola principale, comunque, è una soltanto: la larghezza del fiocco dovrà essere equivalente alla massima distanza che separa le estremità degli occhi del soggetto che lo indossa. Il materiale più classico per un papillon, anche in questo caso similmente alle più comuni cravatte, è la seta; in alternativa, comunque, vi sono altre tipologie di tessuti altrettanto eleganti come il velluto e la lana.

Inoltre, alcune tipologie di papillon all’ultimo grido vengono realizzate con i materiali più disparati e inusuali, ad esempio il vetro, la plastica o addirittura il legno: questi ultimi sono dei piccoli capolavori di falegnameria che vengono realizzati su misura da aziende molto specializzate, e di certo quando li si indossa non si passa inosservati! Per quanto riguarda le forme e i modelli, ne segnaliamo principalmente tre: il più comune è senza dubbio il butterfly, ovvero il papillon classico con le estremità del fiocco più alte del nodo (che misurano generalmente fra i 6 e i 7 centimetri); esiste poi il papillon a punta di diamante, i cui lembi esterni sono leggermente meno alti e vanno a formare una sorta di punta. I meno comuni sono invece i papillon ad ali di pipistrello: sono sostanzialmente simili ai butterfly, ma con meno disparità fra l’altezza del nodo e quella dei lembi; una versione decisamente elegante ma molto difficile da indossare con naturalezza!