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Cos’è il rockabilly: storia del genere musicale, lo stile e la moda

Come abbiamo già avuto modo di vedere sulle pagine del magazine di Millelire, il mondo della musica swing e jazz è davvero infinito; partendo dagli anni ‘30 e dal Charleston, passando attraverso all’esplosivo dilagare del Lindy Hop, ne abbiamo viste di tutti i colori. Ma con la fine della Seconda Guerra Mondiale, i nostri balli preferiti hanno iniziato a gettare le basi per quello che tutt’oggi ricordiamo come il decennio del rock and roll per eccellenza: i mitici anni ‘50! Proprio in questo periodo prendeva forma un altro stile che non smette di avere il suo fascino anche ai giorni nostri e del quale ora andremo a raccontarvi la storia; ci riferiamo al Rockabilly!

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La nascita del Rockabilly e le sue principali caratteristiche musicali

Di cosa parliamo, di preciso, quando facciamo riferimento al Rockabilly? Innanzitutto, si tratta di uno degli stili musicali che hanno maggiormente contribuito all’evolversi del genere che oggigiorno conosciamo come “rock”. Ma non è tutto qui: il Rockabilly è anche una moda, una cultura, uno stile di vita. Cerchiamo di capirlo partendo dall’inizio, ovvero dai primi anni ‘50. In questo periodo nel Sud degli Stati Uniti la maggior parte della popolazione si occupava di agricoltura, in quegli stessi campi coltivati che abbiamo avuto modo di conoscere grazie all’immaginario popolare: qui, gli hillbillies (un termine che potremmo tradurre come “campagnoli”) per divertirsi suonavano e ballavano una musica davvero particolare ed energetica; era una combinazione irresistibile di rhythm and blues e country, che pagava però un certo debito anche nei confronti della cultura del west coast swing e del boogie-woogie.

Inizialmente questa travolgente miscela di sonorità veniva definita semplicemente hillbilly music e fu proprio in seguito alla nascita e alla diffusione del rock and roll che venne ribattezzata rockabilly. Le caratteristiche di questo genere, a livello prettamente musicale, sono i ritmi elevati ed una scansione ritmica in ottavi puntati; il sound, invece, è decisamente più vicino al country rispetto a quello del rock tradizionale, che è invece più orientato in territori blues. Gli strumenti tipici rimangono comunque i medesimi: la chitarra (spesso acustica, per permettere ai musicisti il fingerstyle e i fraseggi tipici del jazz), il contrabbasso e la batteria, ai quali si unisce spesso e volentieri un pianoforte.

I grandi esponenti del Rockabilly degli anni ‘50 e l’avvento del rock and roll

Nel corso del decennio più importante della storia della musica rock and roll, ovvero gli anni ‘50, ci fu una vera e propria esplosione del fenomeno Rockabilly; a fare da collante con il country che ha spopolato nella decade precedente, rimanevano solidamente in cima alle preferenze del pubblico alcuni artisti indimenticabili: gente come Carl Perkins, Bill Monroe ed Hank Williams; tutti provenienti dallo stato del Tennessee, uno dei luoghi di culto per eccellenza del Rockabilly. Ma colui che più di ogni altro ha reso popolarissimo questo genere è stato un altro artista di caratura mondiale: la città in questo caso è Memphis, e la figura a cui si riferiamo non può che essere quella di Elvis Presley.

Con le sue radici hillbilly e quella voce dalle chiare influenze blues, il Re del rock and roll fu soprattutto agli esordi un esponente importantissimo del genere; sempre a Memphis trovava sede il Saturday Night Jamboree, un locale per concerti nel quale ogni sabato notte si esibivano i migliori cantanti e le band più esaltanti del periodo. Oltre ad Elvis stesso, infatti, su questo palco i giovani del Tennessee nei primi anni ‘50 hanno potuto ammirare dal vivo artisti allora sconosciuti come Johnny Burnette, Eddie Bond, Charlie Feathers e tantissimi altri; per tutti loro, il sabato sera al Jamboree era soprattutto un’occasione per incontrarsi e suonare assieme, sperimentando nuove sonorità e combinando i loro stili, in una miscela unica di country, gospel, blues e boogie-woogie. Una palestra fondamentale per questi giovani musicisti, alcuni dei quali si ritrovarono presto a calcare palcoscenici internazionali.

Il calo della popolarità ed il ritorno di fiamma per il Rockabilly come cultura vintage

Ma cosa ne è stato del Rockabilly dal momento in cui il rock and roll dello stesso Elvis, ma anche di leggende com Chuck Berry, Jerry Lee Lewis e Buddy Holly lo hanno definitivamente soppiantato? Quando parlavamo di “stile di vita”, qualche riga fa, non è stato per caso: il Rockabilly, infatti, dopo essersi esaurito come genere musicale nel giro di pochi anni è rinato intorno alla metà degli anni ‘70 sotto forma di vera e propria cultura; l’idea di un’esistenza senza pensieri, fatta di musica e motori, di ballo e di comunità è rimasta in tutti gli appassionati che hanno riscoperto questo stile, tanto che tutt’oggi si organizzano feste a tema e si impara a ballare il Rockabilly Jive.

Quest’ultimo è il ballo che meglio rappresenta il microcosmo Rockabilly, una danza semplice e popolare, scatenata e divertente; l’Italia, ad esempio, ha l’onore di ospitare ogni anno in estate quello che è probabilmente il più importante evento d’Europa dal punto di vista del revival anni ‘50, il Summer Jamboree di Senigallia. Queste grandi feste, atte al far rivivere – seppur solo per qualche giorno – il periodo d’oro del Rockabilly, sono la miglior occasione per potersi vestire con lo stile dei musicisti dell’epoca (jeans, magliette colorate e giacche in pelle, oppure per le donne un bel look da pin-up!) e per sfoggiare un bel taglio di capelli alla pompadour: l’ideale, insomma, per potersi scatenare al ritmo di ottima musica e per sfoggiare il proprio animo vintage!