Storia della borsa vintage: dove comprarla, come indossarla e abbinarla
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Storia della borsa vintage: dove comprarla, come indossarla e abbinarla

Per ogni donna, la borsa è qualcosa di più di un accessorio: al suo interno vi è infatti custodita una porzione molto importante della vita, segreti compresi; altrettanto importante, comunque, è come la borsa possa riuscire a definire un look e a impreziosire uno stile. Proprio per questo quasi tutte le ragazze ne ha ben più di una: una recente ricerca ha determinato che in media ogni donna ne possiede addirittura 19, rendendolo l’oggetto in assoluto più desiderato in ambito femminile. Anche e soprattutto nel campo del vintage la borsa riveste un ruolo importante, considerato l’evoluzione che questo accessorio ha compiuto dagli inizi del secolo scorso ad oggi; in questo articolo parleremo proprio di questo: come nasce il mito della borsa e quali sono i modelli più iconici del passato?

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Storia della borsa, l’accessorio femminile per eccellenza

Come abbiamo visto anche nel caso degli accessori più gettonati in campo maschile (ad esempio per la cravatta o per le bretelle) anche la storia delle nostre amate borse inizia in un periodo lontano. E questa volta, per “lontano” non intendiamo fare eufemismi: per risalire alle radici di questo oggetto bisogna infatti tornare indietro nel tempo fino all’antico Egitto, come testimoniano diversi geroglifici dell’epoca. Inizialmente, infatti, la borsa era un accessorio da uomo ed il suo primo scopo era quello di contenere il denaro sotto forma di monete; fu così per secoli, anche in tempi più recenti: ad esempio nel XVII secolo le donne vestivano degli abiti così voluminosi e ricchi di tasche che la necessità di una borsa era praticamente nulla.

Per cui, per passare dalla genesi di questo accessorio al momento in cui è divenuto sinonimo di femminilità, è necessario fare un balzo fino alla prima metà del ‘900: è qui che la borsa diventa come la conosciamo oggi, grazie all’emancipazione femminile e ad una figura fondamentale nella storia della moda come Coco Chanel; fu proprio la celebre stilista francese ad avere per prima l’idea di aggiungervi una tracolla, ispirata soprattutto dalle sacche utilizzate dai soldati nel corso del primo conflitto mondiale. Le donne, quindi, che solo in quegli anni iniziavano ad uscire da sole e senza bisogno di un uomo che le accompagnasse, hanno eletto la borsa a vero e proprio simbolo in quanto permetteva loro di portare con sé tutto il necessario, in totale e completa autonomia.

La borsa femminile nella prima metà del ‘900

I primi anni ‘20 hanno rappresentato il passaggio della borsa da semplice accessorio a vero status symbol per ogni donna; in questo periodo non c’è stata solo la già citata rivoluzione di Coco Chanel, ma anche la creazione della primissima borsa dotata di una chiusura lampo: fu Emile-Maurice, la nipote del fondatore del celebre marchio Hermès, ad avere per prima questa intuizione geniale; le borse create dall’azienda di famiglia, in realtà, erano già da prima uniche e pregiate grazie allo stile raffinato che le contraddistingueva. Non fu solo la cerniera a decretarne il successo, ma anche il particolare fondo inflessibile e il modello con la chiusura a lucchetto centrale: il modello Kelly Hermès era e rimane la compagna inseparabile di molte donne, grazie alla sua particolare silhouette a trapezio che la rende attuale ancora oggi.

Negli anni ‘30, invece, fu la ricercatezza delle forme a ergersi come protagonista e ad imporsi come linea base per i modelli di borse più celebri dell’epoca: l’eleganza dell’Art Deco permetteva a ogni donna di portare con sé dei veri capolavori dalle linee eleganti e alternative, ricche di disegni geometrici oppure ispirate a culture lontane ed esotiche (l’arte Africana, ad esempio, ma anche l’essenzialità dell’estremo oriente). È il periodo in cui la borsa si trasforma, da oggetto utile e in grado di esplicitare uno stile, in un oggetto prezioso; un’escalation di forme e colori che si interruppe solo nel corso degli anni ‘40 a causa del rigore imposto dalla Seconda Guerra Mondiale. Il decennio successivo, così come accadde nell’intero campo della moda, anche per quanto riguarda le borse esplose una vera mania per i modelli più eccentrici… alcuni dei quali sono diventati dei veri cult.

Le borse vintage più celebri: i modelli cult per eccellenza

È proprio dai favolosi anni ‘50 che arriva una delle borse più famose di sempre; ci riferiamo alla Chanel 2.55, che deve il suo nome alla solita incredibile Mademoiselle Coco e alla data della sua creazione, il febbraio 1955. Abbiamo già citato questa borsa per via della sua importanza storica: essa infatti si riconosce immediatamente per via della sua tracolla a catena d’oro, fortemente voluta dalla celebre stilista per permetterne l’uso alle donne in carriera e che necessitano delle mani libere. Questa borsa è tutt’oggi uno dei modelli più amati e ne sono state realizzate un numero davvero infinito di versioni, in ogni colore e misura.

Un altro celebre stilista che è stato in grado di imprimere un marchio indelebile nella storia di questo accessorio è Gucci, e con la sua Jackie ci è perfettamente riuscito: la borsa prende il nome dalla moglie del presidente americano John Fitzgerald Kennedy, la cui eleganza è stata fondamentale per ispirare la creatività del designer italiano; realizzata in canvas, con la caratteristica chiusura a morsetto ed un inconfondibile nastro verde e rosso, la Jackie è una delle borse più amate di ogni tempo.

Tra le dive del cinema, invece, è un altro marchio di fama mondiale ad essere favorito: ci riferiamo a Louis Vuitton, che con la sua Speedy dalla graziosa forma a bauletto ha stregato attrici indimenticabili come Audrey Hepburn o Sofia Loren; la borsa in sé nasce negli anni ‘20 ma il suo fascino è rimasto immobile nel tempo, tanto da essere uno dei modelli più rivisitati di sempre (ne esistono, infatti, innumerevoli versioni firmate da alcuni dei più grandi artisti di sempre).