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La storia della Lambretta Innocenti, scooter vintage italiano degli anni ’50

Noi di Stile Millelire siamo particolarmente affezionati al tema del vintage italiano e a tutti i prodotti che il Bel Paese ha regalato al mondo ai tempi del suo massimo splendore. Il boom economico fu un periodo davvero fortunato per le nostre industrie e le eccellenze tricolori invasero letteralmente il pianeta, diventando spesso oggetti di culto: tra i prodotti più celebri dell’epoca non si può fare a meno di parlare di motori e di citare la mitica Fiat 500, per quanto riguarda le automobili, oppure la Vespa della Piaggio nell’ambito motocicli.

Quest’ultima non era però l’unica due ruote prestigiosa che usciva dalle nostre fabbriche: i più scaltri e appassionati avranno già capito a cosa ci riferiamo… ovvero alla Lambretta della Innocenti, da sempre la concorrente più agguerrita della Vespa, tanto che tutt’oggi i possessori dell’una e dell’altra continuano a discutere animatamente su quale dei due scooter si meriti di salire sul trono del migliore; una risposta che non potremo certo darvi noi! Ci accontentiamo, invece, di raccontarvi nei dettagli la storia e i segreti della Lambretta.

Come e quando nasce il mito della Lambretta?

Quella della Lambretta è una storia che parte molto prima degli anni del suo massimo splendore; se il successo di questo iconico scooter è giunto ai suoi apici negli anni ‘50, infatti, per raccontarvi come nasce dobbiamo tornare indietro fino al 1922, quando Ferdinando Innocenti apre la sua prima fabbrica di tubi in acciaio in quel di Roma. La sua veloce espansione lo porta a traslocare il suo stabilimento a Milano, per la precisione nel quartiere di Lambrate: una fortuna che dura purtroppo fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Sì, perchè nel corso del conflitto la fabbrica venne rasa al suolo dai bombardamenti americani. Il povero signor Innocenti fu costretto a tornare nella Capitale per studiare un prodotto che lo aiutasse nel rilancio della sua attività: per ironia della sorte, l’ispirazione arrivò proprio dalle moto dei soldati americani e dal bisogno della popolazione di nuovi modi per muoversi al termine della guerra. Il progetto era ormai ad un passo dal diventare realtà e lo sarebbe diventato non appena gli stabilimenti milanesi della Innocenti avrebbero riaperto…

Arriva così il 1947 e la Lambretta M viene finalmente presentata al pubblico; il motoscooter prende il suo nome dal fiume Lambro, che scorre a pochi passi dalla rinata fabbrica. Un vero e proprio simbolo di rinascita, dunque, che però non incontra quell’immediato successo tanto sperato dai suoi ideatori. Delle ruote da 7” e un sistema di sospensioni non all’altezza la condannano ad un flop, nonostante l’innovativo design e il pregio dei suoi dettagli: le cromature e le rifiniture restano comunque di prim’ordine, e il boom è solo rimandato!

I motivi del grande successo della Lambretta in Italia

Deve passare un anno prima dell’uscita del modello successivo: la cosiddetta versione B del 1948, nella quale i progettisti hanno provveduto a rimediare agli errori commessi in precedenza, sistemando le sospensioni e adottando delle ruote da 8”. Lo stabilimento di Lambrate è stato nel frattempo completamente ricostruito e la produzione può procedere a gonfie vele: inizia così la grande corsa della Lambretta, che proseguirà senza sosta per tutto il corso degli splendidi anni 50 e che solo la Vespa della Piaggio riesce a surclassare in popolarità.

Il motivo di questo grande successo è presto detto: dopo il periodo buio della guerra, le famiglie italiane avevano bisogno di un mezzo economico e versatile al contempo. Le prime automobili, purtroppo, avevano un prezzo a dir poco proibitivo; per questo in molti preferivano scegliere tra una Vespa e una Lambretta, e per la stessa ragione questi due mezzi sono così rappresentativi di quegli anni. Fu solo con l’aumento dei salari e delle possibilità economiche, sul finire degli anni ‘60, che questa abitudine iniziò pian piano a scemare…

La Lambretta e la sua eterna rivalità con la Vespa

Ma uno degli aspetti per cui la Lambretta – anche se eterna seconda – viene tutt’oggi ricordata, è senz’altro la sua eterna rivalità con la ben più celebre Vespa. Una competizione accesa e sentita che si porta avanti da oltre mezzo secolo e che non vuole saperne di scemare tra gli appassionati; dopotutto, sebbene la diversità progettuale tra i due mezzi sia evidente, è altrettanto chiaro che dal punto di vista concettuale siano invece molto simili…

La maggior differenza fra i due motoscooter era senza dubbio la struttura che li formava: se nel caso della Vespa il telaio era costituito da un unico pezzo, la Lambretta era invece tenuta assieme – almeno inizialmente – da una semplice struttura tubolare. Non molto tempo dopo, la sua uscita, però, i progettisti decisero di produrne anche una versione carenata che divenne presto uno standard: mero plagio, pura ispirazione o idea genuina?

Che sia proprio da questo momento (visto forse dai “Vespisti” come la volontà di copiare il loro due ruote preferito) che ha avuto inizio l’agguerrita rivalità? Nessuno può dirlo con certezza. Di certo ci sono soltanto i raduni che ancora ai nostri giorni organizzano i “Lambrettisti” di tutta Italia e i musei che hanno aperto in onore di questo mezzo (uno situato in provincia di Milano e uno nei pressi di Catanzaro): insomma, possiamo affermare con assoluta certezza che la Lambretta è ancora più viva e vegeta che mai!