tango in italia

Il tango in Italia: dai primi del ‘900 fino agli anni ’50

Pochi studiosi hanno approfondito la storia del tango in Italia, tra questi spicca il prof. Enrique Camara, docente di etnomusicologia all’Università di Valladolid. Il suo studio sul tango italiano ha aperto la porta a molteplici approfondimenti, specialmente per quanto riguarda il contributo del nostro paese alla musica argentina.

Infatti, proprio nel paese che ha dato i natali al tango, molti dei direttori d’orchestra più amati portavano un cognome italiano, testimoniando l’importanza della cultura emigrante italiana nello sviluppo del tango, soprattutto nelle sue fasi iniziali.

L’Influenza Italiana nel Tango Argentino

È noto che numerosi musicisti italiani si cimentarono nel tango, sia eseguendo tanghi argentini, sia componendo nuovi tanghi sul modello di quelli argentini. Degli antichi tanghi degli anni ’10 rimangono solo pochi spartiti conservati in biblioteca, ma grazie all’aiuto del pianista Fabrizio Mocata, è stato possibile ridare vita a questa musica dimenticata e ascoltare le melodie originali del tango “tano”.

 

Origini del tango in Italia

In Italia, il tango iniziò a far parlare di sé nel 1913, dopo il suo arrivo a Parigi. Tuttavia, l’attenzione del pubblico era rivolta esclusivamente al ballo, causando accese polemiche culminate nella presunta esibizione del 1914 davanti a Papa Pio X.

Musicalmente, si possono ascoltare brani di tango italiani cantati da interpreti del filone melodico, con Carlo Buti ancora il principale esponente. Nonostante un repertorio significativo, sia quantitativamente che qualitativamente, e nonostante l’Argentina fosse il punto di riferimento, questi brani rimangono fortemente legati alla tradizione musicale italiana. Infatti, erano molto diversi come ritmo, orchestrazione e struttura rispetto ai tanghi argentini: in Italia, il cantante predominava, e la fisarmonica sostituiva il bandoneón.

Tango italiano

Negli anni ’30 e ’40, con l’espansione dell’industria discografica, la musica leggera trovò ampio spazio. Scorrendo i cataloghi dei vari produttori e distributori, si nota una massiccia presenza di tango, sia importato dall’estero sia registrato da orchestre italiane. Questi tanghi si dividevano in due categorie: il tango-canzone e il tango ballabile.

Tango-Canzone e Tango Ballabile in Italia

Il tango-canzone, celebre grazie a brani come “Violino tzigano” e “Tango delle capinere”, era fondamentalmente una canzonetta suonata a ritmo di tango, pensata per il successo radiofonico piuttosto che per il ballo. Invece, i tanghi ballabili erano prevalentemente strumentali, interpretati da orchestre che spesso si fregiavano dell’appellativo di “Argentine”.

Il Tango Italiano nel Contesto Internazionale

È curioso notare che alcuni brani italiani siano stati suonati dalle maggiori orchestre argentine, mentre pochissimi brani argentini sono stati interpretati da orchestre italiane. Dal momento del suo arrivo, il tango ha occupato un immaginario collettivo italiano legato all’erotismo, al proibito e all’esotico, quest’ultimo aspetto rimanendo il più persistente.

Le Due Realtà del Tango in Italia

Oggi in Italia convivono due realtà tanghere: il tango italiano, con i suoi sottogeneri come il tango canzone del ventennio nero e il tango liscio, e il cosiddetto “tango argentino”, praticato da gruppi di amatori sempre più numerosi. Queste due realtà, pur collegate da alcuni brani inclusi nel repertorio leggero internazionale, mantengono le proprie differenze rispetto al pubblico, alle scuole di ballo, agli spazi e alle occasioni d’uso. Le eccezioni sono le scuole di ballo che oggi propongono l’insegnamento di entrambi i tipi di tango.

Stilemi e Tradizioni del Tango Italiano

Negli anni ’30, alcuni degli stilemi dei tanghi composti da autori italiani provenivano dall’area rioplatense e dal genere stesso, altri erano adottati da gruppi musicali più importanti, come le jazz band, e altri ancora derivavano dalle tradizioni italiane, come la canzone napoletana e il bel canto.

Se rispolveriamo le grandi orchestre italiane, note soprattutto per il loro contributo alla musica jazz in Italia, scopriamo sorprese interessanti: tra i nomi dei grandi bandleader degli anni 20 e 30 che hanno contribuito a proporre nel loro repertorio jazz, buona musica tanguera possiamo annoverare: Michele Ortuso, Pierino Codevilla, Cinico Angelini, Pippo Barzizza, e il grandissimo Gorni Kramer, noto amante del tango.

Il tango italiano rappresenta un interessante capitolo della storia musicale del nostro paese, unendo tradizioni locali e influenze internazionali in un mix unico che ancora oggi affascina e coinvolge.

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Alla prossima!